Shabbat Shalom

Mostra Temporanea

Come si vive una giornata completamente disconnessi da cellulari e computer? Prima ancora che il digital detox avesse un nome, c’era già chi lo praticava da millenni.

La nuova mostra del MEIS, curata da Amedeo Spagnoletto, vi porta alla scoperta dello Shabbat, il giorno di riposo settimanale della tradizione ebraica.

Lo Shabbat è un rito che ha contribuito a plasmare l’identità e ha lasciato un segno profondo nella cultura occidentale: in questa giornata si mettono da parte gli impegni e la frenesia della settimana per fare spazio alla spiritualità, agli affetti e al piacere di stare insieme.

Attraverso oggetti antichi e contemporanei, storie, ricette prelibate, la mostra farà scoprire tantissime curiosità, invitando a entrare in un tempo diverso, dove rallentare diventa un modo per riscoprire ciò che conta davvero.

La mostra farà provare al visitatore l’esperienza del sabato ebraico nelle sue fasi principali con una doppia lettura, quella di un rito millenario che viene portato avanti da secoli e quella dell’incrocio con la modernità. Oggetti, testimonianze, filmati, attività interattive e opere d’arte cerimoniale e arte contemporanea sono accostati insieme con un risultato sorprendente.

Spiccano ad esempio i candelieri di argento rivisitati dal designer David Palterer, la creazione dell’artista padovano Tobia Ravà “Le vibrazioni del settimo giorno”, realizzata appositamente per il MEIS, e il lavoro dell’architetto francese Alyson Feit “Echet Hayil. Chant intemporel dédié à la femme”. Il momento della preparazione del sabato viene raccontato mostrando l’abbigliamento tipico delle diverse tradizioni (italiana, ashkenazita e sefardita), ma anche con ricette di cucina e oggetti per apparecchiare la tavola tramandati dalle famiglie ebraiche. Un affondo poi sulla vita della Ferrara ebraica con oggetti di arte cerimoniale come tessuti ricamati del XIX secolo, argenti e pergamene. Di particolare interesse, inoltre, le Tavole della Legge del XVIII secolo in legno intagliato dipinto provenienti dal Museo d’Arte e Storia Antica Ebraica di Casale Monferrato.

1. Atarah (corona per il Sefer Torah)
1. Atarah (corona per il Sefer Torah)

Argentiere emiliano, XVIII Secolo, Argento sbalzato, cesellato, inciso, parzialmente dorato. Comunità Ebraica di Ferrara. Foto di Luca Gavagna, Le immagini

L’ingresso di Shabbat e l’inizio della giornata di riposo – segnati dall’accensione delle candele- sono presentati nel loro carattere pubblico e privato: la casa e la tradizionale cena del venerdì sera con la preghiera sul vino e sul pane; il tempo in sinagoga, testimoniato anche da manoscritti miniati. Non mancano le curiosità del mondo di oggi con utensili ed elettrodomestici inconsueti: come si riscalda il cibo e si tiene una luce accesa se durante questa giornata è vietato l’utilizzo dell’elettricità? Il percorso si chiude con una sala dedicata alla riflessione sul valore simbolico del numero sette, come settimo è lo Shabbat tra i giorni della settimana.

La mostra ha un catalogo bilingue pubblicato da Panozzo Editore.

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1. Shmuel ben Chizqiahu Bachi (copista) Sefer Ha-Pizmonim
1. Shmuel ben Chizqiahu Bachi (copista) Sefer Ha-Pizmonim

Torino, 1828, inchiostro e tempera su pergamena. (Collezione privata), Foto di V. Ricciardi

2. I cappelli dello Shabbat
2. I cappelli dello Shabbat

Shtreimel, copricapo, XX secolo, pelliccia di ermellino, velluto (Collezione MEIS); Borsalino, XXI secolo, feltro (Collezione privata); Kippah, copricapo, Italia, seconda metà XVIII secolo, taffetà, broccato, ricamo in seta (Collezione privata); Kippah, copricapo, uncinetto. Luca Gavagna, Le immagini

1. Mantello per Sefer Torah
1. Mantello per Sefer Torah

Meil, Ferrara, XIX secolo, cotone. Comunità Ebraica di Ferrara. Foto di Luca Gavagna, Le immagini

2. Candelieri
2. Candelieri

David Palterer, 2010, argento e marmo, realizzati da Pampaloni, Firenze

3. Le vibrazioni del settimo giorno
3. Le vibrazioni del settimo giorno

Tobia Ravà, 2026, resina e tempera acrilica su tela (Collezione MEIS)

“Shabbat Shalom” ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. La mostra è resa possibile dagli enti partecipanti: il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ferrara e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ente sostenitore: Intesa Sanpaolo. Ha il patrocinio del Comune di Ferrara; l’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana; l’Università degli Studi di Ferrara e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Sponsor: Tper; Gruppo Hera; Avis Comunale Ferrara e l’Antica Trattoria Max.

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