EBRAISMO. Identità italiana

ADAM SMULEVICH

In quegli stessi spazi fu recluso per due mesi Giorgio Bassani (vi rilesse Guerra e Pace, come scrive in una lettera alla madre). E con lui il meglio dell’antifascismo ferrarese, nemico acerrimo di un regime che in questa città fu responsabile di particolari nefandezze. Una prigione, il vecchio carcere di via Piangipane, che diventa museo. Un luogo di chiusura al mondo che diventa centro di propagazione culturale senza confini, con l’ambizione di rivolgersi a un pubblico ampio. Una minoranza spesso sulla bocca di molti ma raramente compresa nella sua complessità, che svela la sua storia plurimillenaria tra le alterne vicende di cui è stata protagonista nel corso dei secoli.

L’ebraismo italiano ha finalmente il suo museo nazionale, il Meis di Ferrara, di cui ieri sera è stato inaugurato il primo blocco alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Primo tassello e una road map che porterà, entro la fine del 2020, al completamento del progetto complessivo con la costruzione di cinque edifici nuovi di zecca a richiamare (anche nelle forme) i cinque libri della Torah: all’interno troveranno collocazione anche una biblioteca, un archivio, un centro di documentazione e un auditorium. Ebraismo italiano e istituzioni insieme (la strada fu aperta dal Parlamento, nel 2003) per una grande sfida di conoscenza, che si propone di parlare a tutta la società. Il blocco si svela con una mostra di assoluto pregio e significato. “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” il titolo dell’itinerario curato da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla che viene
illustrato al presidente Mattarella. Duecento oggetti preziosi, fra cui venti manoscritti, sette incunaboli e cinquecentine, diciotto documenti medievali, quarantanove epigrafi di età romana e medievale, e centoventuno tra anelli, sigilli, monete, lucerne e amuleti.

Il viaggio inizia con un approfondimento sulle aree di origine del popolo ebraico e sulle sue prime migrazioni, dalla penisola siro-arabica alla Mesopotamia, da Canaan alla Terra di Israele. Si prosegue con la conquista romana della Giudea, la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, la Diaspora. Ed ecco che la narrazione ci porta in Italia, da dove prende il via un confronto
con una società in forte evoluzione: da Impero pagano a multi-religioso a cristiano. Il focus è anche sul Meridione, dove per lungo tempo l’ebraismo mise radici solide. Anche molto più a sud di Roma nuclei ebraici si svilupparono un po’ ovunque e spesso in armonia con il contesto di riferimento. Una convivenza drammaticamente spezzata dagli editti di espulsione che cinque secoli fa cancellarono, spesso nel sangue, ogni ricordo di questa significativa presenza. «Pensiamo – sottolineano i curatori – che la scoperta e la conoscenza di una parte della nostra storia poco nota possa suscitare riflessioni che dal passato si riverberano inevitabilmente sul nostro presente». L’invito è a porsi domande e a ricercare risposte che, sostengono i curatori, «non possono prescindere dai valori del riconoscimento e del rispetto dell’altro e del diverso».

Con Mattarella anche il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, padrone di casa nella sua Ferrara: «Ho sempre pensato – scrive nel catalogo di accompagnamento alla mostra – che l’Italia dovesse avere un museo dedicato all’ebraismo italiano, perché è una parte significativa della nostra identità culturale nazionale. Una storia che va portata alla luce e raccontata, perché l’incontro con la cultura ebraica è stato tra i più fertili e arricchenti del nostro Paese». Concordano Dario Disegni e Simonetta Della Seta, che del Meis sono presidente e direttrice. «La mostra inaugurale – spiega Disegni – non si pone come una mera esposizione temporanea su un tema particolare, bensì assume il carattere di una vera e propria mostra di prefigurazione del museo, di cui rappresenterà sostanzialmente, dal punto di vista scientifico ed espositivo, la prima grande sezione». Con un messaggio profondo, riflette Della Seta: l’articolata storia ebraica in Italia può essere infatti rivelatrice per coloro che incontrano l’esistenza degli ebrei solo quando si ricorda la Shoah. «Prima di quella tragedia – afferma – in Italia ci sono stati due millenni di convivenza, conoscenza reciproca e perfino, tra alti e bassi, costruzione comune». C’è un particolare orgoglio in tutti i protagonisti per il fatto che questa operazione stia avvenendo a Ferrara. Che è la città di Bassani e del Giardino dei Finzi-Contini, in prima istanza. Ma che fu anche teatro, è stato ricordato, di molti straordinari incontri che hanno fatto la storia. A Ferrara infatti fu lungamente attivo uno dei più illustri pensatori del passato, il lusitano Itzhak Abrabanel (1437-1508). Ferrarese doc fu invece Isacco Lampronti, autore nel Settecento di una antologia talmudica che è ancora oggi punto di riferimento imprescindibile per gli addetti ai lavori. E ancora a Ferrara l’ebraismo italiano volle ritrovarsi nel 1862 per decidere come organizzarsi alla luce della recente riunificazione. E come non citare, nell’inverno del 1904, l’incontro con la locale comunità ebraica del padre del moderno movimento sionista Theodor Herzl.

«Meis, il primo grande appuntamento ». Molti, tra i presenti, sfogliano le pagine del dossier che appare sull’ultimo numero di Pagine Ebraiche. Curato da Ada Treves, vuole gettare uno sguardo in prospettiva. E in particolare al posizionamento che il Meis sarà chiamato a raggiungere, in linea con l’altissimo livello raggiunto dai più importanti musei ebraici d’Europa. Nell’attesa intanto si festeggia. È la seconda sera di Chanukkah, la festa delle luci. Una delle ricorrenze più gioiose e sentite del calendario ebraico. Cala il tramonto e sul Meis si accende una speranza condivisa.

IL MINISTRO: «LA CONOSCENZA VINCE LA PAURA»
Il Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, «è un luogo importante perché ricorda, per ora, il primo millennio» della presenza ebraica nel Paese, «e sarà un luogo molto importante per i ragazzi, per le persone che sanno poco della storia millenaria dell’ebraismo italiano e sarà un luogo di interesse per il turismo internazionale: lo abbiamo presentato a New York e Gerusalemme e abbiamo avuto manifestazioni di grandissimo interesse». È quanto sostenuto dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini all’inaugurazione del museo a Ferrara. Parlando davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Franceschini ha poi aggiunto che è importante fare un grande investimento sul futuro dalla struttura, «puntare sul turismo scolastico, portare i ragazzi dall’Italia e dall’estero, perché investire in conoscenza significa offrire l’antidoto più forte a tutti i rischi e le paure di questo tempo». Perché il Meis a Ferrara? «Perché è una città in cui la cultura ebraica si è incrociata con la vita dei suoi cittadini e rappresenta un modello di quanto avvenuto in Italia. Il Meis permetterà di conservare questa memoria e di spiegare alle future generazioni quello che è successo nel nostro Paese».

Altri contenuti

Ripartono i corsi online di didattica della Shoah

Ripartono i corsi online di didattica della Shoah

Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso di Didattica della Shoah “Indagare il passato per un futuro migliore”, corso di aggiornamento a distanza di primo livello rivolto a docenti della scuola secondaria di secondo grado di tutte le discipline, finalizzato all’insegnamento trasversale di Educazione Civica. Il corso verterà sia sull’insegnamento della storia della Shoah in Italia, mediante l’utilizzo delle […]
AVVISO DI SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO PER L’ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO E TEMPO PIENO DI N. 1 UNITA’ CON PROFILO DI COORDINATORE DEI SERVIZI EDUCATIVI

AVVISO DI SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO PER L’ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO E TEMPO PIENO DI N. 1 UNITA’ CON PROFILO DI COORDINATORE DEI SERVIZI EDUCATIVI

Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2022. Modificata il 27 Aprile 2022. Termine ultimo per la presentazione della domanda: 10 Marzo 2022 ore 13.00 Convocazione colloqui in presenza – 11 e 12 Maggio 2022 presso la sede del MEIS (Via Piangipane, 81 – Ferrara) Per accedere alla documentazione del bando, alle comunicazioni, all’elenco delle candidature non valutate, […]
BANDO PER LA BORSA DI RICERCA PER ATTIVITA’ DI ANALISI E PROGETTAZIONE DELLA DIDATTICA MUSEALE

BANDO PER LA BORSA DI RICERCA PER ATTIVITA’ DI ANALISI E PROGETTAZIONE DELLA DIDATTICA MUSEALE

Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2022. Modificata il 14 aprile 2022 Termine ultimo per la presentazione della domanda: 10 Marzo 2022 ore 13.00 Convocazione colloqui in presenza – 10 Maggio 2022 presso la sede del MEIS (Via Piangipane, 81 – Ferrara) Per accedere alla documentazione del bando, alle comunicazioni, all’elenco delle candidature non valutate, all’elenco […]
Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto

Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto

Aperte le prevendite per l’anteprima assoluta Sono ora in vendita i biglietti per l’anteprima assoluta dello spettacolo teatrale “Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto” che andrà in scena il 17 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Comunale di Ferrara. La rappresentazione, realizzata dal Teatro Nucleo in occasione della mostra del MEIS “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori”, reinterpreta l’opera “L’Ester, […]
Storie di donne dai ghetti di Roma e Venezia

Storie di donne dai ghetti di Roma e Venezia

Giovedì 16 dicembre alle 18.00 al bookshop del MEIS si terrà l’evento “Sara e Pacifica. Donne (stra) ordinarie dai ghetti di Venezia e di Roma”. Al centro dell’incontro la storia parallela di due donne ebree che nel ‘600, pur confinate tra le mura del ghetto, riuscirono ad emanciparsi e lasciare il segno.  Sara Copio Sullam è animatrice a Venezia di […]