«Leggi ‘razziste’, una storia tutta italiana»

NON SOLO ‘GIORNATA della Memoria’, ma anche inizio di una riflessione ben più profonda e articolata sulle Leggi Razziali, di cui proprio quest’anno ricorre l’80° anniversario dalla promulgazione; è il senso dell’incontro, promosso ieri dal Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, con Michele Sarfatti, studioso della persecuzione antiebraica e della storia degli ebrei in Italia nel XX Secolo. È recentissima la riedizione del suo ‘Mussolini contro gli ebrei’ (Zamorani editore), un saggio uscito per la prima volta nel 1994 nel quale Sarfatti ripercorre la ‘maturazione’, come la definisce, della legislazione antiebraica che portò il regime fascista, nel settembre 1938, ad assumere provvedimenti che, negli anni successivi, hanno favorito il dramma della Shoah. A Ferrara quel clima si respirava già nel 1936, quando sui muri di alcuni palazzi (le Assicurazioni Venezia, il negozio ‘Pistelli e Bartolucci’, l’Università) apparvero scritte con slogan come «viva il Duce, abbasso gli ebrei» o «viva Mussolini, abbasso il podestà, morte agli ebrei». Podestà, in quegli anni, era Renzo Ravenna, ebreo e amico del gerarca Italo Balbo.

di STEFANO LOLLI

«STUDIARE il razzismo e l’antisemitismo non ci consente, automaticamente, di evitarlo o rintuzzarlo, ma di sapere che c’è stato, cosa è stato, e vedere quanta presa ha fatto in noi». Michele Sarfatti, nella sala convegni del Meis, raccoglie l’invito del presidente Dario Disegni e della direttrice Simonetta Della Seta a parlare di quelle che «si debbono chiamare ‘leggi razziste’, e non razziali – spiega –; la differenza non è semantica, ma sostanziale. Ci aiuta a capire meglio cosa è avvenuto nel nostro Paese prima di Mussolini, durante Mussolini, e in qualche modo anche dopo». Quella del Duce è tuttavia la figura cruciale: «Quanto è sbagliato considerarlo un personaggio da operetta – afferma lo storico –; nella maturazione delle ‘leggi razziste’, o razziali che dir si voglia, c’è stato invece un impegno preciso, lucidamente politico, per definire e strutturare una campagna di ostilità, sfociata nel 1938 in norme persino più persecutorie di quelle vigenti nella Germania nazista». È un errore, perciò, considerare Mussolini come un ‘emulo’ di Hitler, di un dittatore che si allineava strategicamente alle politiche di un alleato, pur potente: «Quella delle leggi del 1938 è davvero una storia italiana – assicura Sarfatti, indicando il logo della mostra del Meis –: Mussolini portava in sé la stille dell’antisemitismo, ma inizialmente pensava che si potessero progressivamente escludere gli ebrei dalla vita pubblica, poi a metà degli anni ’30 scelse la strada della legge».

UNA STRATEGIA politica, ma anche, prosegue Sarfatti illustrando l’evoluzione del suo stesso libro, «la capacità di Mussolini di cogliere gli umori di una società che, in larga parte, si era buttata sull’antisemitismo, perché in questo vedeva una nuova fase, rivoluzionaria, del fascismo». Di questo, oltre che memoria, occorre avere consapevolezza: per evitarne, in ogni tempo, l’influenza, gli influssi. Leggi ‘razziste’, dunque: ma da questa storia italiana, l’attualità può cogliere spunti di riflessione, e magari anticorpi? «Mi vuol chiedere della battuta di Fontana sulla ‘razza bianca’? – sorride Sarfatti, alzando gli occhi dalla copertina del proprio volume – Si può discettare sulla gravità dell’affermazione, ma è grave che gli sia uscita in automatico. Forse è solo questo che la storia ci può insegnare: c’è un razzismo acquisito all’interno della società italiana, che solo riconoscendone l’esistenza, e innanzitutto con il rigore dello studio, si può provare a combattere».

«UN LIBRO fondamentale», commenta il presidente del Meis Dario Disegni; denso, strutturato, che impone meditazione. Così come, in qualche modo, la stessa mostra che Sarfatti è tornato a rivedere con calma, prima dell’affollata presentazione. «Ferrara con questo museo ha un’occasione fantastica, diventa punto di riferimento su scala nazionale e internazionale. Di qui si passerà per ammirare belle mostre, com’è questa, ma anche per studiare e dibattere. E vedrete che arriveranno anche tante e tante scolaresche, da ogni parte d’Italia, desiderose di apprendere».

Altri contenuti

24 marzo, torna Scatti di storia

24 marzo, torna Scatti di storia

Torna la serie “Scatti di storia”: conferenze in presenza dedicate a grandi maestri della fotografia che con il loro obiettivo hanno raccontato momenti cruciali della storia e i cambiamenti sociali italiani e internazionali, realizzate in occasione della mostra del MEIS “Viaggio in Italia. Alla scoperta del patrimonio culturale ebraico”.  Il prossimo appuntamento è previsto al bookshop del museo (via […]
Attività educative gratuite al MEIS

Attività educative gratuite al MEIS

In questo 2026, anno in cui celebriamo gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e del primo voto delle donne, il MEIS vuole offrire agli studenti di tutta Italia che visiteranno il museo tre laboratori tematici gratuiti pensati per le classi delle primarie e secondarie. Ci confronteremo con i concetti di Cittadinanza, Autodeterminazione e Libertà, la storia […]
4 marzo 2026: 110 anni dalla nascita di Giorgio Bassani

4 marzo 2026: 110 anni dalla nascita di Giorgio Bassani

Il 4 marzo 2026 ricorrono i 110 anni dalla nascita di Giorgio Bassani (Bologna, 1916 – Roma, 2000), scrittore e intellettuale tra i più autorevoli del Novecento italiano. Nel giorno del suo compleanno, il MEIS desidera ricordare Bassani e il legame profondo che lo unisce alla storia e alla cultura ebraica italiana, alla città di […]
12 marzo, evento online

12 marzo, evento online

Dopo cinque anni, il progetto #ItaliaEbraica si rinnova e diventa Italia Ebraica nel mondo.  Ogni mese conosceremo un museo nuovo e scopriremo i percorsi che intrecciano luoghi lontani con la nostra “Italia Ebraica”. I musei ebraici internazionali presenteranno online su Zoom un oggetto o un’opera d’arte della loro collezione che racconta un tassello della storia d’Italia.  Il quinto appuntamento […]
8 marzo, incontro su Giorgio Bassani

8 marzo, incontro su Giorgio Bassani

Il MEIS organizza la conferenza “Da Micòl Finzi-Contini ad Anna Banti: il doppio volto del femminile in Bassani”: appuntamento al bookshop (via Piangipane 81, Ferrara) domenica 8 marzo alle 16.00. La conferenza propone un percorso originale attraverso la relazione complessa che Giorgio Bassani intrattiene con le donne, reali e immaginarie, che popolano la sua vita e la sua […]