È morto Corrado Israel De Benedetti. Nato a Ferrara nel 1927, a soli 16 anni fu tra le decine e decine di uomini che vennero arrestati fra il 14 ed il 15 novembre 1943, la notte dell’eccidio del Castello, quando poi furono trucidate dai fascisti 11 persone.
Venne imprigionato nel carcere di via Piangipane fino al gennaio 1944. Una volta uscito trascorse un lungo periodo di clandestinità fra le campagne romagnole insieme alla famiglia per sfuggire ai rastrellamenti, fino alla liberazione. Presto maturò la scelta di trasferirsi nella Palestina mandataria, abitando a lungo nel kibbutz Ruchama. Indelebile nel ricordo di tanti il suo incontro in città del dicembre del 2016 durante il quale ebbe modo di tornare nell’edificio della prigione e di indicare la cella in cui fu recluso per lunghi giorni.
Ricorda il presidente Dario Disegni: “fu un’esperienza toccante. Il palazzo era ancora un cantiere, ma lui non esitò un momento a entrarvi e salire energicamente le ripide scale che conducevano al piano dove era stato incarcerato. I suoi ricordi erano così nitidi che risultava difficile pensare che fossero trascorsi oltre 70 anni”.
Il MEIS conserva bellissime testimonianze anche del suo ultimo viaggio accompagnato dalla sua larga famiglia, nell’ottobre 2019. Straordinario l’incontro con i tanti giovani che hanno accolto Corrado Israel al museo da poco inaugurato.
Per ricordarlo condividiamo tre preziosi documenti:
1. De Benedetti sale fino al piano in cui era recluso
2. Lettera alla famiglia, dicembre 1943
Collezione MEIS
Visita di Corrado Israel De Benedetti al MEIS, 2019.
Foto di Marco Caselli Nirmal
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