“Libri, cultura e identità ebraica. Ferrara attende la grande Festa”

Il tema non è dichiarato, ma a unire gli appuntamenti dell’imminente Festa del Libro Ebraico, promossa per domenica 10 giugno, a Ferrara, dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS, c’è un filo rosso: l’identità e l’ebraismo come grande allenamento identitario, per affrontare difficoltà e cambiamenti. “Un tema quanto mai attuale – ha sottolineato nelle scorse ore, in conferenza stampa, il direttore del Museo, Simonetta Della Seta –, che verrà illuminato da diversi autori. E le presentazioni dei loro libri, scelti perché vicini alle tematiche del MEIS, prepareranno il pubblico al momento clou della Festa: la lectio magistralis di Abraham B. Yehoshua, assolutamente inedita e credo piuttosto sorprendente”.

Il vicesindaco del Comune di Ferrara, Massimo Maisto, si è detto “soddisfatto e compiaciuto per tutto ciò che il MEIS sta portando a Ferrara. Qualche settimana fa il regista Amos Gitai, ora uno dei maggiori scrittori viventi e poi tutti gli altri che arriveranno. Ciò conferma non solo che Ferrara è una città di incontro, scambio e cultura, ma anche che il MEIS rappresenta un tassello fondamentale per entrare in una dinamica nazionale e internazionale”.

E proprio la curiosità per Ferrara è tra i motivi che hanno convinto Yehoshua ad accettare l’invito del Museo: “Vuole conoscere la città – ha spiegato Della Seta –, immagina di poter ambientare qui una storia. Intanto, con la sua lectio, si concentrerà sul rapporto tra lingua ebraica e letteratura, tra scrittura ed ebraismo. Una relazione complessa e multiforme, se si considera, ad esempio, che per la tradizione ebraica le ventidue lettere dell’alfabeto partecipano alla Creazione e che i giochi numerici tra le lettere sono alla base della cabbala, della mistica ebraica”.

L’intervento di Yehoshua è fissato per le 17.30 al Teatro Comunale (Corso Martiri della Libertà 5). Un luogo che, come ha evidenziato il suo direttore, Marino Pedroni, “collabora con il MEIS sin dalla prima edizione della Festa, nel 2010, per ciò che l’ebraismo rappresenta per la città sotto il profilo sia sociologico che culturale. E siamo particolarmente onorati di ospitare quest’anno le riflessioni di un letterato come Yehoshua, che non solo ha scritto tanto anche per il teatro, ma che non esita a esporre con saggezza il suo punto di vista sulla situazione politica di oggi, a stimolare un confronto con l’alterità”.

A precedere la conferenza di Yehoshua saranno quattro incontri, tutti in calendario al MEIS (Via Piangipane 81): alle 10.00, l’ebraista Mauro Perani presenta Nuovi studi su Isacco Lampronti. Storia, poesia, scienza e Halakah (Giuntina-MEIS, Firenze, 2017), il volume che ha curato su una figura centrale dell’ebraismo ferrarese. Insieme a lui, Rav Luciano Meir Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara, e Laura Graziani Secchieri, autrice di uno dei saggi. Ferrarese doc vissuto nel Settecento, Lampronti compose un’antologia talmudica che rappresenta tuttora un punto di riferimento imprescindibile, anche per la visione trasversale del mondo che la sottende, tra scienza, religione e scritti ebraici.

Alle 11.30 la filosofa Donatella Di Cesare dialoga sul suo Marrani (Einaudi, Torino, 2018) con lo storico, saggista e giornalista Paolo Mieli. Un’opera dedicata agli ebrei che, dopo l’editto di espulsione dai territori della Spagna (compreso il sud d’Italia), firmato nel 1492 da Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, dovettero convertirsi e non ebbero più un’identità precisa, ma semmai multipla, trovandosi costretti a mantenere e a coltivare in segreto il proprio essere ebrei.

Alle 14.00 rav Pierpaolo Pinhas Punturello illustra il Napoli, via Cappella Vecchia 31. Voci ebraiche da dietro il vicolo (Belforte Salomone, Livorno, 2018) con il sociologo e psicologo Saul Meghnagi. Sei racconti sulle diverse identità di altrettanti ebrei della Comunità di Napoli, anch’essa spazzata via con l’editto del 1492 e ricostituita dai banchieri tedeschi Rothschild solo all’inizio del Novecento.

Alle 15.00 Lia Levi parla del suo ultimo romanzo, Questa sera è già domani (Edizioni E/O, Roma, 2018), ambientato nel periodo delle leggi razziali, affiancata dal professor Gianni Venturi, esperto di letteratura del Novecento. Non un saggio, ma una scelta letteraria sull’erosione dell’identità, sull’avanzare della discriminazione, sulla lotta per essere italiani con dignità.

L’accesso alle presentazioni dei libri e alla lectio magistralis di Yehoshua è gratuito.

In occasione della Festa del Libro Ebraico, non solo il MEIS sarà aperto fin dalle 9.00, ma le visite guidate al percorso espositivo Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni saranno comprese nel biglietto d’ingresso da € 10,00. Le visite (per gruppi non superiori alle venti persone) partiranno in questi orari: 10.00, 12.00, 14.00 e 16.00. Non servono prenotazioni.

Come ha segnalato in chiusura Simonetta Della Seta, “al MEIS, la Festa del Libro Ebraico in realtà continua anche dopo il 10 giugno: giovedì 14 il pubblico potrà seguire la presentazione del secondo volume del Talmud Babilonese, sul Trattato Berakhòt. Per il nostro Museo, quello dei rapporti tra maggioranza e minoranze è un tema centrale e pure il Talmud ne è venato. Non a caso, il software messo a punto dal CNR per agevolarne la traduzione è attualmente in uso anche presso il Ministero degli Interni, per applicazioni legate alle dinamiche migratorie che stanno interessando l’Italia”.

Daniela Modonesi

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