
Istoreco, presentazione di “Piccola autobiografia di mio padre” con Daniel Vogelmann, fondatore di Giuntina, domenica 8 novembre in sinagoga a Reggio Emilia

Prosegue con un appuntamento a metà tra biografia del ‘900 e editoria, il programma culturale della sinagoga di Reggio Emilia curato da Istoreco.
Domenica 8 novembre alle 11 nella sinagoga di via dell’Aquila 3 nel centro di Reggio Emilia è in programma la presentazione del libro “Piccola autobiografia di mio padre” con Daniel Vogelmann, fondatore della casa editrice Giuntina.
I posti sono limitati. La prenotazione obbligatoria da effettuare scrivendo a sinagoga@istoreco.re.it. La conferenza verrà trasmessa anche in diretta online sul canale YouTube di Istoreco. Nella stessa giornata sarà anche disponibile per la consultazione e il prestito la sezione Ebraismo della Biblioteca Istoreco ospitata in Sinagoga.
“Mio padre Schulim mi ha sempre raccontato poco della sua vita, e non solo riguardo alla sua prigionia ad Auschwitz. Certe cose, poi, le ho sapute soltanto molti anni dopo la sua morte, come, per esempio, che c’era anche lui nella lista di Schindler. E io, purtroppo, non gli ho mai chiesto nulla, anche perché è morto quando avevo solo ventisei anni. Qualcosa, però, è giunto miracolosamente fino a me, e così ho scritto questa piccola autobiografia per le mie nipotine. Ma non solo per loro”, ricorda Daniel Vogelmann.
L’unico italiano salvato da Oskar Schindler non ha mai parlato di Auschwitz. Ha scelto di farlo attraverso suo figlio, in un incontro speciale pensato per ripercorrere la storia straordinaria di suo padre Schulim Vogelmann.
Nato in Galizia e naturalizzato italiano, Schulim lavorava a Firenze come maestro tipografo. Arrestato nel 1944, viene deportato ad Auschwitz. Lì perde la prima moglie e la figlioletta, ma per le sue eccelse competenze professionali viene trasferito nel campo di Płaszów per lavorare in tipografia. È proprio a Płaszów che viene inserito come Buchdrucker-Meister nell’ormai celebre Lista di Schindler, venendo trasferito a Brünnlitz e diventando l’unico italiano tratto in salvo dall’imprenditore tedesco.
Ma il senso profondo del suo ritorno al mondo lo ha affidato a una pagina scritta alla nascita di suo figlio Daniel, nel 1948: “Allora sia io che l’Albana sentivamo il comprensibile desiderio di fare un figlio insieme per dare anche così un senso al nostro matrimonio. E quindi il 28 maggio 1948 venne alla luce Daniel. Come potete immaginare io ero molto emozionato: non avrei mai pensato di potere ancora mettere al mondo un bambino, un bambino ebreo…”
Oggi, attraverso questo libro, Daniel ricompone la memoria di Schulim, trasformando il silenzio in un racconto intimo e prezioso.
Schulim è anche l’ispiratore del lavoro di Daniel. Ebreo di origini polacche arrivato a Firenze nel 1922, inizia a collaborare con la Tipografia Giuntina creata dal libraio Leo S. Olschki, sino a diventare direttore. Come i suoi colleghi, viene catturato e deportato. È l’unico a sopravvivere, riprendendo l’attività della tipografia. Nel 1980, usando lo stesso nome dell’azienda paterna, Daniel darà vita alla casa editrice Giuntina. Il lancio arriva con un’operazione importantissima: la prima traduzione in italiano de “La notte” del premio Nobel Elie Wiesel, assieme a Primo Levi uno degli autori che hanno contribuito a rendere un oggetto concreto, e di cui si poteva riflettere tramite l’arte, la Shoah.
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