Il Giorno della Memoria nelle scuole per coinvolgere i cittadini di domani

di Simone Pesci

Coinvolgere le scuole, perché lì ci sono gli uomini e i cittadini del domani, i quali saranno chiamati a tenere viva una memoria che non potrà più contare sulle testimonianze degli ultimi sopravvissuti a una delle pagine più buie dell’umanità.

È un “programma di spessore e qualificato”, come lo definisce il prefetto di Ferrara Michele Campanaro, quello messo a punto per celebrare il “Giorno della Memoria”. Saranno ben 18, infatti, gli appuntamenti che “scandiranno le giornate della città nel ricordo del 27 gennaio” afferma Campanaro, il quale sottolinea due momenti clou del vasto programma, che “parte già venerdì 11 gennaio”. E parte forte, toccando alti livelli emozionali perché dalle 10.30 il Teatro Nuovo di Ferrara accoglierà 718 studenti della provincia, che siederanno sulle poltroncine per ascoltare la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta al lager di Auschwitz.

“L’altro appuntamento topico sarà la consegna delle Medaglie d’onore conferite dal presidente della Repubblica agli ex internati, che si terrà venerdì 25 gennaio dalle 10 nella sala delle carte geografiche del museo archeologico” ricorda Campanaro. Con le due di quest’anno, negli ultimi dieci anni le benemerenze consegnate agli ex internati ferraresi il conto sale a quota 370.

“Il rischio che questi anniversari siano meri momenti formali è sempre molto alto” evidenzia il sindaco Tiziano Tagliani, che ha il piacere di smentirsi perché “siamo riusciti a dimostrare che in realtà è un momento nel quale tutte le istituzioni incontrano gli studenti, i cittadini, il mondo dello spettacolo, della cultura e della musica, per far sì che questo non sia un momento esclusivamente per fare memoria, ma per studiare”. E la presenza in città di Liliana Segre va in quella direzione, perché dà una “connotazione di particolare rilievo al momento di studio”.

Altro momento che vedrà coinvolte direttamente le scuole sarà mercoledì 23 gennaio alle 11.30, quando a caserma Bevilacqua di corso Ercole I d’Este sarà deposta una corona in memoria degli ebrei ferraresi rinchiusi nell’edificio nel 1944. “Il fatto di lavorare quotidianamente in un posto che si sa essere stato in una pagina tragica della storia ferrarese ci comporta particolare attenzione” sostiene il questore Giancarlo Pallini, che auspica, attraverso la partecipazione degli studenti, un collegamento fra “quello che è stato allora e quello che è oggi, che non sia solo un ricordo ma una spia”.

Il coinvolgimento dei giovani piace anche a Simonetta Della Seta, direttore del Meis: “Il senso dell’incontro con la senatrice Segre è tramandare e far rivivere ai giovani. E’ un fatto che fra Ferrara e Auschwitz ci sono 1000 chilometri, così come è un fatto avere il privilegio di ascoltare una degli ultimi sopravvissuti a quel brutale evento, che ha reso il genere umano molto meno umano. Il fatto di esporre i giovani al confronto diretto non ha pari, e fra pochi anni non ci sarà più. Segre è una persona schietta, sincera e che vuole incontrare i giovani”.

Il Meis, come spiega Della Seta, ha invece scelto di entrare nella casa circondariale mercoledì 23 gennaio alle 10, per proiettare per i detenuti il docufilm “La razzia. Roma, 16 ottobre 1943”. Anche questo evento fa parte, rileva il direttore del Meis, di un “programma articolato, che rende i 1000 chilometri di morte anche di vita”.

Sempre il 23 gennaio, giornata ricchissima, alle 15.30 l’aula magna di Giurisprudenza di corso Ercole I d’Este si animerà per l’incontro “Le leggi antiebraiche, il razzismo, il ceto dei giuristi”, che vedrà la partecipazione, fra gli altri, di Giovanni Canzio, presidente emerito della Corte di cassazione. Due giorni prima, il 21 gennaio alle 21 presso il ridotto del Teatro Comunale, sarà invece fatto un passo indietro, e sarà ricordata la figura, attraverso le sue musiche, di Vittore Veneziani a ottant’anni – celebrati nel 2018 – dalla promulgazione delle leggi razziali.

“Ogni volta la vicinanza della città alla comunità ebraica ci emoziona, e si rinnova di anno in anno con modalità nuove e in funzione del futuro” chiosa il presidente della comunità ebraica ferrarese Andrea Pesaro, stupito perché “ogni anno sembra che ci sia detto tutto, ma invece troviamo sempre qualcosa di nuovo che va a completare il quadro”.

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