Appello delle comunità Rom e Sinti al Presidente Mattarella

di Girolamo De Michele

Martedì 17, a Roma, intorno alle 18 un gruppo di rom stava tornando dal parco giochi di via Togliatti a Roma quando contro di loro è stato esploso un colpo con una pistola ad aria compressa. Il colpo ha ferito alla schiena Cirasela, una bimba di 15 mesi, che era in braccio alla mamma e ora è all’ospedale: il proiettile ha leso la piccola colonna vertebrale della bimba che ora rischia di rimanere paralizzata.

Perché?

Perché a un essere innocente deve essere distrutta la vita? Perché una famiglia, povera e indifesa, deve precipitare nella disperazione colpita nel suo bene più prezioso e unico, i figli? Perché può esistere qualcuno di così vigliacco da sparare a gente inerme che cammina per strada per far loro del male?

Noi sappiamo perché.

Noi sappiamo che dieci anni di campagne di discriminazione e odio contro chi non ha altra colpa che essere diverso hanno coltivato rancore e rabbia in chi ha bisogno di trovare un colpevole al proprio disagio, all’insicurezza del presente, all’incertezza del futuro.

Noi sappiamo chi ha coltivato questo rancore che un giorno colpisce a morte un essere umano con un altro colore della pelle, un giorno un gruppo di “zingari” che tornano da un campo giochi, domani un essere umano che la pensa diversamente, solo perché crede in un dio che si chiama Allah.

Noi sappiamo che questa onda nera d’odio e di rancore trova oggi nel governo italiano, a dirigere il ministero dell’interno, chi l’ha alimentata e che ora ne coglie i frutti promettendo respingimenti, ruspe e censimenti etnici.

Noi sappiamo che quest’onda nera sommerge il senso stesso di umanità che ci dovrebbe distinguere e che solo recuperando questo senso d’umanità non ci saranno più madri e bimbi abbandonati a morire in mare, immigrati e “zingari” presi di mira dai vigliacchi in un ormai lungo elenco di violenze piccole e grandi che fanno vivere nella paura intere comunità.

Perciò non ci sentiamo di rivolgerci al ministro dell’interno per chiedere giustizia per la piccola Cirasella. Certo polizia e carabinieri faranno le proprie indagini ma il vigliacco che agisce nell’ombra sa bene che gode praticamente dell’impunità ed è perciò tanto più vile il suo gesto.

Ci rivolgiamo invece a chi rappresenta tutto il popolo italiano, al Presidente della Repubblica Italiana, perché con le sue parole rischiari la coscienza collettiva restituendole quel senso di umanità che sembra smarrito e garantisca che l’azione del governo sia coerente con quei principi che la carta dei diritti universali e la nostra costituzione hanno sancito dopo che l’umanità è uscita dalla più grande tragedia provocata dall’odio verso l’altro perché diverso per religione, razza o opinione politica.

Firmatari:
Alleanza Romanì, Accademia d’arte romanì, Associazine nazionale Them Romanò onlus, FederArteRom, Associazione Upre Roma, Associazione Amici di Zefferino, Associazione Romani Kriss, Associazione Sinti italiani di Prato, Associazione Nevo Drom, Associazione Rom in Progress, Associzione New Romalen, Associazione Futurom, Associazione Romni onlus, Associazione Rowni, Associazione Rom e Romnia Europa, Associazione Sucar Drom, Associazione cittadinanza e minoranze

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