Un tapis roulant e 16 danzatori: Naharin al Comunale

«L’ARTE può insegnare la virtù di una nuova soluzione e il vantaggio di rinunciare a idee preconcette. La danza, in particolare, insegna che connotazioni nazionali, religiose, geografiche ed etniche non hanno importanza». Affronta con queste parole Ohad Naharin, coreografo israeliano autore di Last Work, il ruolo della danza nel comprendere l’altro da sé. Questa sera, infatti, alle 18, la Batsheva Dance Company arriva al Teatro Comunale con uno degli spettacoli più attesi della stagione di danza. Per approfondire il lavoro della compagnia, questa mattina alle 11 al Meis di via Piangipane 81, Roberto Casarotto (Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa e Operaestate Festival Veneto) terrà un incontro sulla danza nella cultura ebraica, con introduzione di Simonetta Della Seta, direttrice del Meis (ingresso libero).

La compagnia, ai massimi livelli del panorama mondiale e guidata da Naharin dal 1990 al 2018 (con una sola, breve interruzione nella stagione 2003-2004), presenterà a Ferrara in prima nazionale e in esclusiva per l’Italia Last Work, che indaga attraverso la danza quale potrebbe essere il ruolo della danza per permettere una migliore comprensione delle istanze e delle culture altrui. Sul fondo della scena, un tapis roulant, mentre sedici danzatori, immersi in un’atmosfera onirica, si muovono in una danza astratta, lentissima, quasi trattenuta nella parte iniziale, per poi rivelarsi via via carica di una energia dirompente. Strettamente connessa alla tecnica ‘gaga’, ideata dallo stesso Naharin per esplorare le potenzialità del corpo su più dimensioni, la pièce porta in scena un ricco ventaglio di movimenti. L’inventiva del suo vocabolario coreografico rendono Ohad Naharin uno dei coreografi più richiesti al mondo, mentre la Batsheva Dance Company è considerata una delle più importanti compagnie di danza contemporanea, con 34 danzatori provenienti non solo da Israele.

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