Turismo, in arrivo 40 milioni di euro

Stefano Lolli

VENTI MILIONI di euro per il distretto turistico della costa, con interventi mirati sui Comuni (da Goro a Cattolica) «che avranno voglia di giocare la sfida dell’innovazione». Altri 20 milioni, grazie a una convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti, per la riqualificazione delle imprese private che rientrano nel perimetro di ‘Destinazione Romagna’: «Non solo alberghi e campeggi, ma anche piccolo commercio al dettaglio e pubblici esercizi». Nella sala conferenze del Meis, trasformato per un giorno negli Stati Generali del turismo, l’assessore regionale Andrea Corsini annuncia la scossa – positiva – per un comparto strategico anche per l’economia ferrarese. In platea imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, presidenti dei due consorzi Visit della città e del delta, Matteo Ludergnani e Ted Tomasi. I dati, nel 2018, sono confortanti: Ferrara veleggia sulle 500mila presenze («sono molte di più, in realtà, se si considerano i ‘fantasmi’ di Arbnb», la battuta del vicesindaco Massimo Maisto), la costa comacchiese ha evidenziato una buona tenuta.

CI SONO DUNQUE le premesse per fare un salto di qualità: sia grazie al ruolo della città d’arte e dei musei («Siamo qui al Meis perché proprio grazie a questa nuova realtà, Lonely Planet ci ha definito come la miglior destinazione turistica d’Europa», sottolinea Corsini), sia per il progetto ‘Vacanze Natura Cultura’ su cui il Consorzio Visit ha stanziato 310mila euro. «Uno sforzo importante, che pensiamo debba essere almeno triennale – dichiara Matteo Ludergnani –. Non mancano però i problemi, grandi e piccoli, da risolvere». Si va dalla MyFe Card «in cui è inaccettabile che non entrino tutti», alle difficoltà per le comitive di cicloturisti «di prenotare il viaggio in comitiva sul treno per Codigoro». Sono solo apparenti piccolezze, che in realtà costano pernottamenti. Per il 2018, fra l’altro, Ludergnani prevede «un lieve calo del 3-4% del turismo domestico: non ci preoccupa, ma dobbiamo continuare a investire».

LA REGIONE, e il nuovo organismo ‘Destinazione Romagna’ in cui Ferrara è entrata convintamente, sono pronte a fare la propria parte: «Ci saranno campagne promozionali specifiche – riprende Corsini –, per stimolare ulteriormente la crescita di un settore che vale oggi l’11,5% del Pil regionale. Solo pochi anni fa, era dell’8% circa». Da ultimo, lo sforzo per rendere sempre più internazionale il ‘brand’ Destinazione Romagna («solo qui al Meis il 20% dei visitatori è straniero», considera il direttore Simonetta Della Seta), e un passo avanti sul rapporto tra qualità e prezzo: «Proprio domani avremo un tavolo di verifica sulle strutture – chiude Maisto –: nessuna velleità punitiva, ma l’esigenza di crescere assieme».

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