MyFe Card rilancia allargando al Meis e ai primi privati

Dopo aver scongiurato l’uscita della Pinacoteca, MyFe Card rilancia. Nel perimetro di applicazione della carta turistica che mette in rete il patrimonio culturale della città, garantendo sconti per gli ingressi, entrano infatti il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah e 19 operatori privati. «Vogliamo fare della carta – spiega l’assessore al turismo Massimo Maisto – qualcosa di più di un’operazione di scontistica; dovrà diventare un lasciapassare per tutte le opportunità e in questo senso stiamo ragionando con Unife circa le matricole».

Intanto si incassa il sì del contenitore culturale di via Piangipane, in via di progressiva realizzazione. «E’un’iniziativa intelligente e non potevamo non esserci – dice Simonetta Della Seta, direttrice del Meis -. Siamo molto favorevoli al concetto di museo diffuso: più il nostro museo riuscirà a radicarsi nella città e nel sentire dei ferraresi, più potrà crescere la sua dimensione internazionale». Il debutto è avvenuto nei giorni scorsi: già si può entrare al Meis pagando 8 euro anziché 10 se si è in possesso di MyFe Card.

Come detto, si aggregano anche i primi privati, «sono dei pionieri», plaude Maisto. Nell’elenco, anche cinque ristoranti, un cinema (S. Benedetto), tre noleggi di biciclette, due esercizi commerciali (la profumeria Black Iris e l’abbigliamento di Rosanna Più Shop), gli organizzatori di iniziative di FeShion Eventi. «Non ci sono alberghi – nota Maisto – ma li capisco, sono molto pressati da metodi di scontistica via web». C’è però chi riesce a far nascere idee interessanti. «Offriremo ai nostri ospiti con la card – dice Federico Magnani dell’agriturismo e ristorante Principessa Pio – un pacco regalo con prodotti tipici del territorio: un ricordo piacevole di Ferrara».

Fabio Terminali

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