Liberi tutti

Tour guidato Laboratorio e visita

Il MEIS è stato costruito nello spazio che era stato costruito per servire come carcere della città, luogo simbolico e significativo per Ferrara, in particolare durante il periodo fascista. Proprio qui dove oggi si racconta la storia degli ebrei Italiani, sono stati detenuti alcuni cittadini ebrei, tra cui Giorgio Bassani di cui si leggeranno alcune lettere dal carcere. Partendo dalla narrazione della storia del luogo e alla visita degli spazi del MEIS, verrà proposta una riflessione sul senso e il significato dei luoghi simbolici per una città e cosa può voler dire cambiarne la destinazione e l’uso in un’ottica di ripensamento dei luoghi della socialità e della partecipazione sociale e democratica.

Altre mostre

Sotto lo stesso cielo

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Mostra Temporanea14.10.2022—05.02.2023
Disegnare l’ebraico. Interpretazione artistica dell’Alef Bet

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Mostra Temporanea09.06.2022—05.02.2023
Le illustrazioni sono il frutto di workshop e incontri dedicati alle diverse sfaccettature della lingua ebraica, indirizzati agli studenti del secondo anno del corso di Illustrazione e Animazione dello IED. Le lezioni hanno visto la partecipazione di S.E. Dror Eydar, Ambasciatore di Israele in Italia; Smadar Shapira e Maya Katzir, rispettivamente Consigliere per gli Affari […]
Mazal Tov!

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Mostra Online
“Mazal Tov! Il matrimonio ebraico”, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita dall’Architetto Giulia Gallerani, verrà inaugurata al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara-MEIS è rimasta visitabile dal 4 giugno al 5 settembre 2021. Ora la mostra continua ad essere fruibile online. L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle […]
Ebrei una storia italiana

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Mostra Permanente
Con Ebrei, una storia italiana, il MEIS racconta l’esperienza dell’ebraismo italiano, descrivendo come si è formato e sviluppato nella Penisola dall’età romana al Rinascimento, e come ha costruito la propria peculiare identità, anche rispetto ad altri luoghi della diaspora.
1938, l’umanità negata

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Mostra Permanente
Attraverso un’esperienza multimediale che raccoglie immagini, filmati d’epoca e documenti, il percorso permette di entrare in contatto con il dramma delle leggi razziali, l’esclusione sociale, la persecuzione e lo sterminio. Nodo centrale è la scuola, luogo per eccellenza dell’uguaglianza, che dopo le leggi razziali diventa lo spazio dove il regime impone una distinzione, che porterà alla separazione. Il percorso è arricchito dall’installazione site-specific dell’artista israeliano Dani Karavan creata per ricordare l’esperienza italiana della Shoah.