Meis, si presenta il nuovo cda

di Anja Rossi

Un nuovo consiglio di amministrazione per la Fondazione Meis, la riconferma del presidente Dario Disegni (foto) e le nuove sfide per i prossimi quattro anni di attività, a partire da quella centrale per il futuro del Museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah: la sua sostenibilità economica. Sono stati presentati ieri i nuovi componenti del cda, già anticipati lo scorso 26 gennaio dopo che il ministro Dario Franceschini aveva confermato per altri quattro anni Dario Disegni alla presidenza del Meis. Nel consiglio, dunque, due riconferme oltre a Disegni, Daniele Ravenna e l’ex assessore regionale Massimo Mezzetti, e due ‘new entry’: il designato dal Comune Giovanni Franco Pernisa, membro della Comunità ebraica ferrarese, e Gloria Arbib, ex segretario generale dell’Unione delle comunità ebraiche. Una scelta che va, anche per quanto riguarda la Fondazione Meis, a dare un taglio netto col passato. «Pernisa – specifica il presidente Disegni – è un componente assai attivo della Comunità ebraica e il suo è il nome che è stato designato dal Comune». Attraverso Pernisa, ritorna quel collegamento tra Meis realtà nazionale e Comunità ebraica locale. E prende dunque, di fatto, il posto dell’ex vicesindaco, Massimo Maisto. «Se prima il componente era espressione della giunta – commenta Disegni – ora il sindaco Fabbri ha ritenuto di non scegliere un assessore, ma di procedere mediante un bando e scegliere per un collegamento più stretto con la Comunità ebraica». E su questo, l’assessore Marco Gulinelli, tra i presenti all’incontro, un po’ sospira: «A me non sarebbe dispiaciuto farne parte». Tra le criticità, come risulta anche dalla relazione sull’ultima gestione pubblicata (quella del 2018), emerge il tema della sostenibilità del museo. «I costi, una volta conclusi i lavori, aumenteranno di molto – risponde Disegni – sarà necessario adeguare il contributo pubblico (che ora è di un milione di euro all’anno, come da atto costitutivo del Meis, del 2003), anche se non facciamo conto solo sui fondi del Ministero». E quindi? «Si proseguirà anche con i fondi che abbiamo avuto dalla Regione, come facciamo affidamento sul contributo privato per le mostre, come finora è avvenuto con Intesa San Paolo, che dovrebbe sostenerci anche per la mostra di aprile. Abbiamo poi incontrato la Camera di commercio, e c’è stato un contributo di una fondazione americana di 50mila dollari sulla prossima mostra. Cercheremo di implementare la ricerca di sostenitori, sia all’estero che in Italia». Confermati, intanto, la terza mostra ad aprile, e il Festival del libro ebraico.

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