Mattarella in città il 13 dicembre per inaugurare la grande mostra

«VI RINGRAZIO per quello che siete, non solo per quello che fate». Nella visita lampo al Meis, Matteo Renzi coglie l’occasione – di fronte al rabbino capo Luciano Caro e alla direttrice Simonetta Della Seta – per esprimere la propria vicinanza alla comunità ebraica. Troppo fresco, l’episodio degli ultrà della Lazio che hanno spregiato l’immagine di Anna Frank, per non testimoniare («proprio in questo luogo in cui è palpabile l’impegno per la valorizzazione, oltre che di una religione, di un’identità e di una cultura») il bisogno di civiltà che un museo, un’istituzione e una città possono incarnare. Il tempo è troppo breve per un tour organica, Renzi ha solo il tempo per meravigliarsi avanti ad alcune teche in cui sono esposti oggetti per il culto, e pannelli; ci sarebbe un intero cantiere, appena ultimato, da ammirare, ma i minuti corrono tiranni, e tutta l’ala nuova dell’ex carcere è solo evocata dalle parole del sindaco Tiziano Tagliani, che spiega quanto fortemente il museo incarni lo spirito largo della città, e per la Della Seta che suggestiona il segretario del Pd con piccole storie e spunti.

Per un racconto più ampio, basta aspettare un mese. Sarà infatti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il prossimo 13 dicembre, a inaugurare la grande mostra del Meis, e di fatto sancire il salto di livello del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah. L’annuncio è stato dato ieri, nel corso della visita di Renzi, dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: «Fra un mese si concretizzerà un passo importante nel progetto, iniziato ormai quindici anni fa, e sul quale il governo, compreso quello di Renzi, ha investito complessivamente 47 milioni di euro». Mattarella taglierà il nastro della mostra sui duemila anni Matteo Renzi con la direttrice del Meis Simonetta Della Seta di storia degli ebrei in Italia.

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