Libro Ebraico. La Festa avrà il Meis come campo base

Torna domenica, e per la sua nona edizione, la Festa del Libro Ebraico, quest’anno per la prima volta concentrata al museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah anziché essere dislocata in vari punti del centro storico. Il Meis (via Piangipane, Ferrara) assume così quel ruolo di polo di diffusione culturale, di ricerca

e dibattiti sulla presenza degli ebrei in Italia con importanti aperture alla cultura ebraica internazionale. La Festa del Libro Ebraico rappresenta un momento di notevole spessore culturale, in cui a farla da padrone sono i libri, presenze a volte silenziose a volte dialoganti tramite gli interventi dei loro autori. Un appuntamento unico nel suo genere, che pone al centro la cultura ebraica.

Ferrara, museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah, e Festa del Libro Ebraico costituiscono così un legame inscindibile favorito dalla presenza antica della comunità ebraica che tante tracce ha lasciato nella cultura locale e nella storia del pensiero e della filosofia.

Anche questa edizione, concentrata in una sola giornata anziché nel consueto fine settimana, organizzata in collaborazione con il teatro Comunale di Ferrara, il Miur, il Ministero dei Beni e delle attività culturali, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Ferrara, l’Unione delle Comunità Ebraiche e la Comunità Ebraica di Ferrara, si caratterizza per la presenza di nomi illustri del mondo della cultura. Su tutti spicca la figura di Abraham Yehoshua, uno dei romanzieri israeliani di maggiore spicco sulla scena internazionale, che terrà alle 17 una lectio magistralis al teatro Comunale Abbado (corso Martiri della Libertà, 5), introdotto da Simonetta Della Seta, direttore del Meis. Un’occasione unica quella di poter ascoltare il grande romanziere ottantenne, attivo da quasi mezzo secolo sulla scena letteraria, e che ha composto raccolte di racconti, testi per il teatro, saggi, romanzi, tutti tradotti in italiano dalla casa editrice Einaudi. Una delle voci più autorevoli del mondo letterario, interprete sulla scena internazionale insieme ad Amos Oz e David Grossman, in prima linea anche nel dibattito pubblico su Israele e sull’ebraismo.

Uno dei suoi testi più famosi è “L’amante” del 1977. L’appuntamento con Abraham Yehoshua è l’unico della giornata che si tiene al Comunale, per motivi di capienza. Tutti gli altri appuntamenti infatti si tengono al Meis, nel bookshop, dove solitamente avvengono le consuete presentazioni di libri. Sarà l’occasione per i visitatori di poter ascoltare autorevoli filosofi e saggisti, autori di volumi impostanti sull’ebraismo.

La Festa del Libro Ebraico inizia alle 10 con la presentazione del volume di Mauro Perani “Nuovi studi su Isacco Lampronti. Storia, poesia, scienza e Halakah” (Giuntina-Meis). L’autore sarà affiancato dal Rav Luciano Caro, rabbino capo della comunità ebraica di Ferrara, e da Laura Graziani Secchieri. Un altro appuntamento da segnalare, è la presentazione del volume di Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma, dal titolo
“Marrani” (edizioni Einaudi, 2018) e che, alle 11.30, dialogherà con lo storico, saggista e giornalista Paolo Mieli.

Donatella di Cesare analizza da un punto di vista storico e psicologico la condizione dei marrani, termine con il quale ci si riferiva a quegli ebrei sefarditi che nel Medioevo furono costretti ad abiurare alla loro religione e a convertirsi al cristianesimo. “Marrani” è un saggio approfondito nel quale l’autrice ripercorre le tragiche vicende storiche e psicologiche di quelle persone. A seguire, alle 14, appuntamento con Il Rav Pierpaolo Pinhas Punturello, che presenta “Napoli, via Cappella Vecchia 31- voci ebraiche dietro il vicolo” (Belforte Salomone, Livorno) che dialogherà con Saul Meghnagi.

La scrittrice Lia Levi presenterà alle 15, insieme a Gianni Venturi, il suo ultimo romanzo, “Questa sera è già domani” (edizioni E/O), ambientato nel periodo delle leggi razziali.

Per tutto il giorno il Meis sarà aperto dalle 9 alle 18, e nel biglietto d’ingresso sono comprese le visite guidate alla mostra Ebrei, una storia italiana, i primi mille anni e lo spettacolo Con gli occhi degli ebrei italiani. Sarà anche l’occasione per visitare il Giardino delle Domande, dove crescono le piante aromatiche protagoniste di riti e festività ebraiche. L’ingresso alle presentazioni dei libri è gratuito. Per informazioni e dettagli relativi al programma
completo è possibile visitare il sito www.meis.museum, o chiamare lo 0532.769137.

Veronica Capucci

In mostra oltre duemila anni di storia

Duemiladuecento anni di storia e cultura italiana, attraverso gli occhi dei suoi ebrei. In ventiquattro minuti. L’esperienza degli ebrei italiani in un volo d’uccello cronologico ed esperienziale. Un progetto in realtà complesso, scientificamente rigoroso, frutto di mesi di ricerche e consultazioni. Lo show multimediale “Con gli occhi degli ebrei italiani”, che ha aperto lo scorso 14 dicembre insieme alla mostra inaugurale, è concepito per essere l’introduzione permanente al tema del museo. A cura di Giovanni Carrada (autore di Superquark, responsabile del soggetto e della sceneggiatura) e di Simonetta Della Seta (direttore del Meis), l’installazione è realizzata con la ricerca iconografica di Manuela Fugenzi, la regia di Raffaella Ottaviani e la colonna sonora di Paolo Modugno. «Abbiamo voluto pensare prima di tutto al visitatore – afferma Della Seta (nella foto) –, cercando di orientarlo da subito ai complessi temi attorno ai quali apre e si svilupperà il Museo”. Sarebbe bello che uscisse almeno ponendosi le domande giuste». La mostra sarà visitabile fino al 16 settembre, dal

martedì alla domenica orario 10-18; info: 0532 769137.

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