“Le origini della vita”. Scienza e religioni a confronto

di Emanuele Berro

È stato il Meis la cornice scelta per il terzo evento dell’iniziativa “Ad alta voce”, organizzata da Coop Alleanza 3.0 per la prima volta a Ferrara: oggetto del dibattito “Le origini della vita”, tenutosi venerdì mattina (26 ottobre), è stato il rapporto tra scienza e religioni.

All’evento, presentato dalla direttrice del Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Simonetta Della Seta, hanno partecipato in qualità di ospiti Vito Mancuso, docente, teologo ed editorialista de “La Repubblica”, Alessandro Treves, professore alla Sissa di Trieste, e Daniela Abravanel, esperta di studi ebraici.

Anticipati dalla lettura dei primi versi della Genesi e intervallati dall’accompagnamento musicale dei maestri dell’Amf (Associazione Musicisti di Ferrara), gli ospiti hanno passato in rassegna opinioni e fatti sull’origine della vita, partendo dall’opera di noti biologi e fisici come Darwin ed Einstein. Treves in particolare ha riferito degli ultimi sviluppi della biologia sul tema, come la possibilità che l’Rna (molecola genetica a singolo filamento) abbia anticipato il più conosciuto Dna (a doppio filamento), o che le forme primordiali di vita siano comparse nelle correnti calde del profondo degli oceani.

Non solo sull’origine della vita si è soffermata l’attenzione degli ospiti, ma anche sulla sua preservazione. In tal senso si è parlato del rapporto tra ecosostenibilità ed evoluzione: secondo Abravanel, “non sempre evolve il più forte, ma evolve chi riesce a vivere in modo ecosostenibile, ovvero compatibile con gli altri”. E come conciliare evoluzione e religione? “L’evoluzione è un dato”, dice Mancuso, “con il quale dobbiamo entrare in alleanza. […] Non vedo assolutamente contrapposizione tra dimensione spirituale e questo dato”.

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