Finzi-Contini ecco il vostro giardino

di Francesco Erbani

Un muro in mattoni interrotto da una parete vetrata. Al di là un binario conduce a un altro muro, sempre in mattoni, con un varco centrale, e a un altro muro ancora, al quale è appoggiata una scala. Di fianco una bicicletta. Intorno il verde brillante di un prato e in fondo un filare d’alberi. È Il giardino che non c’è, l’opera che l’artista israeliano Dani Karavan ha pensato per uno spazio che a Ferrara si apre a fianco di Corso Ercole D’Este, subito dopo Palazzo dei Diamanti. L’opera è ispirata al Giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani ed è un memoriale che dal romanzo traduce in immagini prima il pacato ambiente ferrarese, evocato dalla bicicletta di Micol e dalla scala usata per entrare furtivamente nel giardino, e poi la tragedia della Shoah, raffigurata nel binario che deporta ad Auschwitz l’intera famiglia Finzi-Contini. Il progetto di Karavan è esposto in una mostra a lui dedicata al Meis (Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah), che così muove altri passi dopo l’inaugurazione nel dicembre 2017 e in attesa che ne venga completata la costruzione (ora è allestito in due edifici ristrutturati dell’ex carcere di Ferrara. Manca la parte nuova). La mostra s’inaugura mercoledì prossimo e resta aperta fino a febbraio 2019. A quest’opera l’ottantottenne Karavan pensa da anni. Da quando, in visita a Ferrara, scorse un gruppo di turisti americani che si sporgeva al di là di quel muro, in Corso Ercole D’Este, in cerca del giardino raccontato da Bassani. Ma il giardino non c’è, gli disse uno dei più cari amici dello scrittore, Paolo Ravenna, che era riuscito a salvarsi dallo sterminio in cui perì gran parte della sua famiglia. Ravenna, che è morto nel 2012, si è battuto fino alla fine per veder realizzato il progetto di Karavan. L’idea è stata raccolta dall’associazione ferrarese Italia Nostra e dal suo presidente, Andrea Malacarne (di Italia Nostra Ravenna è stato guida militante per oltre cinquant’anni). E ora si spera che la mostra dia una spinta alla sua realizzazione, cui tiene anche il Meis. Sulla parete in vetro il titolo del romanzo di Bassani comparirà tradotto in dodici lingue.

Karavan frequenta l’Italia dagli anni Cinquanta. Ha conosciuto Giorgio La Pira ed Enzo Enriques Agnoletti, Bruno Zevi e Pietro Buttitta. È amico del collezionista Giuliano Gori. I nostri confini devono essere ulivi s’intitolava la sua installazione nel padiglione israeliano della Biennale 1976. Le sue opere hanno un forte respiro umanitario, “contro lo spirito di questi tempi incredibili, in cui risorgono l’antisemitismo e l’antislamismo” denuncia, “e in cui anche il governo del mio paese dimentica che quello ebraico è stato uno dei primi popoli migranti della storia”. A Berlino Karavan ha realizzato un memoriale per i Sinti e i Rom, vittime anch’essi del nazismo, a Norimberga una camminata dedicata ai diritti umani, a Portbou un omaggio a Walter Benjamin. Chiude il cerchio il progetto bassaniano, che attende di veder la luce in un luogo simbolo di Ferrara intitolato, non per caso, a Paolo Ravenna.

Altri contenuti

INVITO INAUGURAZIONE – 6 dicembre, ore 18.30

INVITO INAUGURAZIONE – 6 dicembre, ore 18.30

Martedì 6 dicembre alle 18.30 siete tutti invitati al MEIS per scoprire la nuova mostra temporanea all’ingresso del museo “Hanukkah. Una festa raccontata attraverso l’arte”, curata da Amedeo Spagnoletto ed Ermanno Tedeschi. L’esposizione è dedicata a Hanukkah, la festa ebraica dei lumi che ricorda la vittoria dei Maccabei sui seleucidi e su chi aveva abbandonato […]
DUE FONDAZIONI PER LA FORMAZIONE DEI CITTADINI EUROPEI

DUE FONDAZIONI PER LA FORMAZIONE DEI CITTADINI EUROPEI

La Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo di Torino e la Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara, si sono aggiudicate un grant della Comunità Europea all’interno di CERV – Citizens, Equality, Rights and Value, programma che sostiene progetti volti a sensibilizzare i cittadini europei alla […]
Ricordando Vittore Veneziani e Fidelio Finzi

Ricordando Vittore Veneziani e Fidelio Finzi

Giovedì 17 novembre alle 16.30 al Bookshop del MEIS si terrà l’incontro “Note sulle note” dedicato a due grandi musicisti ebrei ferraresi: Vittore Veneziani e Fidelio Finzi. Il nome di Vittore Veneziani (1878-1958) è noto a Ferrara, la sua opera è invece meno conosciuta. Il Maestro non fu solo un grande direttore del coro della Scala di Milano, fu pure un musicista […]
Contrade, salute e cultura – Ferrara e l’ebraismo

Contrade, salute e cultura – Ferrara e l’ebraismo

Nove incontri per scoprire la ricchezza storica e culturale del rapporto tra l’ebraismo e la città di Ferrara: l’Avis provinciale e comunale di Ferrara, il MEIS e l’Ente Palio di Ferrara presentano il progetto “Contrade, salute e cultura 2022”, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea e con il patrocinio del Comune di Ferrara. Dal 7 […]
Ciclo di incontri – L’esilio nella storia d’Italia

Ciclo di incontri – L’esilio nella storia d’Italia

Nella storia italiana contemporanea, l’esilio ha rappresentato una costante, segnando i destini di uomini e donne e dell’intera società nazionale. Le tensioni politiche e sociali, dai moti risorgimentali sino alla dittatura fascista, hanno creato le condizioni per una crescente necessità da parte di intellettuali, personalità politiche e, talora, semplici militanti, di abbandonare la madrepatria, continuando all’estero […]