Essere minoranze. Al Meis di Ferrara oggi si parla di Rom e Sinti

PAOLA NALDI

In questi giorni, in cui le cronache portano alla ribalta sgombri di campi Rom e atti di intolleranza verso le comunità nomadi, diventa attuale riflettere sul ruolo culturale delle minoranze in Italia. Se ne parla oggi al convegno “Essere Sinti e Rom: l’impegno culturale”, in programma a partire dalle 11 al Meis, il Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. L’incontro è introdotto dal prefetto di Ferrara Michele Campanaro, dall’assessora alla Sanità del
Comune Chiara Sapigni, dal presidente e dalla direttrice del Meis, Dario Disegni e Simonetta Della Seta. «Il Meis è un centro culturale che racconta la storia di
una minoranza che ha imparato nei secoli a dialogare con la maggioranza – spiega Della Seta -. Ci sembra quindi giusto allargare il discorso ad altre minoranze, con lo scopo di diffondere valori di dialogo e coesistenza». Davide Casadio, presidente dell’Associazione nazionale Sinti Italia, introdurrà gli interventi che
spaziano tra letteratura, cinema, musica e arte. Guido Vitale presenta la mostra in corso a Parigi “Mondes tsiganes. La fabrique des images. Une histoire
photographique, 1860-1980”. Magda Iazzetta legge brani di Ceija Stojka, tratti da “Forse sogno di vivere. Una bimba Rom a Bergen-Belsen” e dal discorso del
2012 di Benedetto XVI davanti a tremila Sinti e Rom europei. Il regista Ruggero Gabbai racconta il suo film “Cici daci dom, noi zingari d’Italia”. E la violinista Lucilla Rose Mariotti esegue la ballata gypsy “Dža more” di Sylvie Bodorová.

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