Mercoledì 29 giugno alle 21.15, il MEIS (via Piangipane, 81, Ferrara) ospita lo spettacolo “Edgardo Mortara – Una cronaca cittadina” a cura dell’attore Stefano Pesce.

Al centro della scena, il rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara da parte della Chiesa di Pio IX che si consumò nel 1858 a Bologna.

Il piccolo Edgardo venne prelevato dalla polizia dello Stato Pontificio e tolto alla sua famiglia sulla base dell’idea che fosse stato battezzato dalla domestica di casa Mortara durante una grave malattia. Strappato ai genitori, i cui tentativi per riportalo a casa rimarranno vani, il bambino crescerà in seno alla Chiesa e da adulto prenderà i voti. Una vicenda che scioccò il mondo intero e costituì a tutti gli effetti l’ultimo atto del papa re. 

Stefano Pesce, acclamato attore di teatro, cinema e TV, ripercorrerà le tappe chiave della storia attraverso lo stile del docu-teatro, tramite la lettura di atti processuali, la proiezione di immagini d’epoca, l’interpretazione di dialoghi drammatici e l’ascolto di musiche ebraiche.

Informazioni e prenotazioni 

L’evento ha il costo di 5 euroÈ fortemente consigliata la prenotazione chiamando il numero 342 5476621 (da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) o scrivendo a meis@coopculture.itGli spettatori potranno visitare gratuitamente anche la mostra “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori” a partire dalle 20.00. In mostra è esposto il celebre quadro dedicato alla vicenda del rapimento dipinto solo quattro anni dopo da Moritz Daniel Oppenheim.

Lo spettacolo si terrà nel giardino del MEIS e non sarà necessario indossare la mascherina. In caso di maltempo si terrà al chiuso e verrà richiesto di indossare la mascherina di tipo FFP2.

Giovedì 26 maggio alle 17.00 presso il bookshop del MEIS (via Piangipane 81, Ferrara) viene presentato in anteprima il nuovo libro del Premio Pulitzer David I. Kertzer “Un papa in guerra. La storia segreta di Mussolini, Hitler e Pio XII” (ed. Garzanti). 

A discutere i temi del libro assieme all’autore, la giornalista Brunella Torresin. Introduce Amedeo Spagnoletto, Direttore del MEIS. 

Nel 2020, dopo decenni di pressioni, vennero resi disponibili agli studiosi i documenti degli archivi vaticani riguardanti gli anni della guerra e del pontificato di Pio XII. 

David Kertzer (professore di Scienze Sociali alla Brown University e scrittore) è stato tra i primi storici a potervi accedere: il risultato è sorprendente. Con il supporto di migliaia di documenti inediti, “Un papa in guerra” rivela nuovi inattesi scenari nelle relazioni tra Hitler, Mussolini e il papa nel periodo più drammatico del secolo scorso e affronta lo spinoso tema dell’atteggiamento del Vaticano di fronte alla tragedia della Shoah. 

L’evento ha il patrocinio dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara (ISCO) e dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia (Istoreco).

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Ingresso libero, prenotazione consigliata telefonando al numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) o scrivendo a meis@coopculture.it

Si ricorda che in occasione degli eventi ospitati all’interno del museo (presentazioni, convegni, concerti ecc.) gli spettatori dovranno indossare la mascherina di tipo Ffp2.

Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso di Didattica della Shoah “Indagare il passato per un futuro migliore”, corso di aggiornamento a distanza di primo livello rivolto a docenti della scuola secondaria di secondo grado di tutte le discipline, finalizzato all’insegnamento trasversale di Educazione Civica.

Il corso verterà sia sull’insegnamento della storia della Shoah in Italia, mediante l’utilizzo delle risorse archivistiche, in particolare documenti fotografici e immagini della propaganda, sia sul contrasto all’hate speech, al pregiudizio antiebraico e al complottismo attraverso l’analisi di alcune piattaforme social.

Iscrizioni e costi: Il costo complessivo è di 50 euroIl corso è riservato unicamente agli insegnanti, l’iscrizione potrà essere effettuata attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (corso ID 69658) e compilando questo form. I docenti che non hanno accesso alla piattaforma S.O.F.I.A. dovranno compilare soltanto il form. Per informazioni scrivere a: info@meisweb.it. I posti sono limitati.

I corsi sono organizzati dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS in collaborazione con la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea-CDEC, l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara-Isco e il Liceo scientifico “A. Roiti” di Ferrara e rientrano nel progetto didattico “Indagare il passato per un futuro migliore” realizzato grazie ai Fondi ex Legge 440.

PROGRAMMA

MODULO I
Introduzione storica e sociale 

Giorno 1 – Martedì 8 marzo 2022
Ore 15.00-16.30 Cenni sulla Shoah in Italia – Lezione di Michele Sarfatti, Fondazione CDEC
Giorno 2 – Mercoledì 9 marzo 2022
Ore 15.00-16.30 Il pregiudizio antiebraico – Lezione di Betti Guetta, Fondazione CDEC 

MODULO II
Archivi storici sulla Shoah e documenti fotografici


Giorno 1 – Martedì 15 marzo 2022
Ore 15.00-16:00 Uso dei documenti fotografici sulla Shoah a scuola – Lezione di Monica Di Barbora, Ist. Res. Sesto San Giovanni
Ore 16.00-17:00 Risorse per la didattica: gli archivi storici sulla Shoah – Lezione di Laura Brazzo, Fondazione CDEC
Giorno 2 – Mercoledì 16 marzo 2022
Ore 15.00-17:00 Workshop e conclusioni – Associazione Lapsus (e relatori) 

 MODULO III
Antisemitismo, complottismo e odio online

Giorno 1 – Martedì 29 marzo 2022

Ore 15.00-16:00 Le immagini della propaganda antisemita nell’Italia fascista e nella Francia occupata – Lezione di Valeria Galimi, Università degli Studi di Firenze 
Ore 16.00-17:00 Profili social di adolescenti e odio antisemita – Lezione di Murilo Henrique Cambruzzi, Fondazione CDEC
Giorno 2 – Mercoledì 30 marzo 2022
Ore 15.00-17:00 Workshop e conclusioni – Associazione Lapsus e Prof. Giorgio Rizzoni,
Liceo Scientifico A. Roiti Ferrara (e relatori) 

Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2022. Modificata il 27 Aprile 2022.

Termine ultimo per la presentazione della domanda: 10 Marzo 2022 ore 13.00

Colloqui in presenza: 11 e 12 Maggio 2022 presso la sede del MEIS (Via Piangipane, 81 – Ferrara)

Per accedere alla documentazione del bando, alle comunicazioni, all’elenco delle candidature non valutate, all’elenco delle candidature ammesse e non ammesse a colloquio, alla convocazione al colloquio, agli argomenti che saranno affrontati in sede di colloquio, alle indicazioni operative per candidati ed esterni, agli esiti e alla graduatoria visitare la sezione 5.1 “Bandi di concorso” della sezione Amministrazione trasparente del sito.

Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2022. Modificata il 14 aprile 2022

Termine ultimo per la presentazione della domanda: 10 Marzo 2022 ore 13.00

Convocazione colloqui in presenza – 10 Maggio 2022 presso la sede del MEIS (Via Piangipane, 81 – Ferrara)

Per accedere alla documentazione del bando, alle comunicazioni, all’elenco delle candidature non valutate, all’elenco delle candidature ammesse e non ammesse a colloquio, alla convocazione al colloquio, alle indicazioni operative per candidati ed esterni, agli esiti e alla graduatoria visitare la sezione 5.1 “Bandi di concorso” della sezione Amministrazione trasparente del sito.

Aperte le prevendite per l’anteprima assoluta

Sono ora in vendita i biglietti per l’anteprima assoluta dello spettacolo teatrale “Qinà Shemor. Ester, la regina del ghetto” che andrà in scena il 17 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Comunale di Ferrara.

La rappresentazione, realizzata dal Teatro Nucleo in occasione della mostra del MEIS “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori”, reinterpreta l’opera “L’Ester, tragedia tratta dalla Sacra Scrittura” di Leone da Modena – celebre rabbino e intellettuale vissuto a Venezia a cavallo tra ‘500 e ‘600– dedicata alla storia di Ester regina di Persia, personaggio fondamentale della tradizione ebraica che, con il suo coraggio, salvò il popolo ebraico imponendosi in un mondo governato da uomini.
La messa in scena crea un cortocircuito dai risultati sorprendenti e fa dialogare l’opera con le avventurose vicende del suo autore.
L’innesco narrativo parte proprio da Leone da Modena, intento nella preparazione delle scene che vorrebbe presentare durante la cena di Purim, la festa ebraica che celebra le gesta della regina persiana, portando così sul palco un cast di attori eclettico, capace di rendere il sapore dell’epoca e creare rimandi alla contemporaneità.

Il profilo poliedrico che caratterizza Leone da Modena, così profondamente legato alla tradizione italiana ed ebraica, è simbolicamente reso attraverso le prime parole del suo “Qinà Shemor”, un componimento bilingue con senso compiuto tanto in ebraico quanto in italiano.

L’evento è realizzato dal Teatro Nucleo con il MEIS; ha il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Si ringrazia per la collaborazione il Teatro Comunale di Ferrara. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo FUS – Progetti Speciali Teatro 2021 della DG Spettacoli del Ministero della Cultura

Biglietti

Il biglietto ha il costo intero di 10 euro e il ridotto di 5 euro. Il ridotto vale anche per gli studenti e gli  universitari.

È possibile acquistare il biglietto:

Informazioni utili

Si ricorda che bisognerà presentare all’ingresso del teatro il green pass rafforzato e indossare la mascherina di tipo ffp2.

Regia di Horacio Czertok e Marco Luciano

Drammaturgia di Marco Luciano

Interpreti Horacio Czertok, Natasha Czertok, Rachele Falleroni Bertoni, Greta Falleroni Bertoni, Marco Luciano, Francesca Mari, Veronica Ragusa, Nicolo Ximenes, Anidia Villani

Scene e costumi a cura di Teatro Nucleo in collaborazione con Maria Ziosi e Chiara Zini

Musiche dal vivo a cura di Stefano Galassi (contrabbasso) con Simona Barberio e Guglielmo Ghidoli (violini) e Luca Chiari (chitarra).

Giovedì 16 dicembre alle 18.00 al bookshop del MEIS si terrà l’evento “Sara e Pacifica. Donne (stra) ordinarie dai ghetti di Venezia e di Roma”. Al centro dell’incontro la storia parallela di due donne ebree che nel ‘600, pur confinate tra le mura del ghetto, riuscirono ad emanciparsi e lasciare il segno. 

Sara Copio Sullam è animatrice a Venezia di un cenacolo letterario, si confronta con i maggiori intellettuali dell’epoca e studia con successo diverse discipline, tra cui filosofia e lettere antiche. 

Pacifica Di Castro, dal ghetto di Roma, combatte con coraggio e caparbietà ribellandosi ai diversi tentativi di conversione forzata al cristianesimo.

Intervengono:

Ida Caiazza
Francesca Favaro
Susanna Limentani

L’incontro è gratuito.

In questa occasione sarà possibile alle 17.00 fare una  visita guidata tematica della mostra del MEIS “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori” dedicata alle storie delle donne al costo di 10 euro (massimo 18 partecipanti).

È raccomandabile prenotare per l’incontro e per la visita chiamando il numero 342 5476621 (attivo da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) e scrivendo a meis@coopculture.it.

Ricordiamo che per accedere al MEIS sarà necessario esibire il Green Pass unitamente a un documento di identità valido. Qui tutte le informazioni

Vi aspettiamo!

L’evento rientra nelle attività del Marie Skłodowska Curie Action Women Thinking Love – Horizon 2020, Grant Agreement no 101024624.

Mercoledì 24 novembre alle 17.00 al Bookshop del MEIS si terrà l’evento “Umanesimo e tecnologia in favore del dialogo interculturale” promosso dal Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese e con il patrocinio del Comune di Ferrara

Durante l’incontro sarà presentato l’ultimo avanzamento che il Progetto di Traduzione italiana del Talmud Babilonese sta compiendo sia in campo tecnologico che linguistico, la Yeshivah digitale: una piattaforma innovativa per lo studio del Talmud che consentirà la lettura, l’analisi dei testi, l’apprendimento e la diffusione della lingua ebraica. Una sfida sia per l’immensità che per la complessità dell’opera resa, finalmente e per la prima volta in Italia, fruibile. 

Partecipano:

Amedeo Spagnoletto – Direttore del MEIS
Clelia Piperno – Direttore Progetto Traduzione Talmud Babilonese
David Dattilo – Ricerca e Sviluppo Progetto Traduzione Talmud Babilonese e responsabile Progetto Yeshivah
Enrica Martinelli – Prof.ssa di Diritto e Religione presso l’Università degli Studi di Ferrara

Introduce e modera:

Cristiano Bendin – Resto del Carlino

In occasione dell’incontro sarà possibile visitare dalle 16.00 la nuova mostra del MEIS “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori” al prezzo ridotto di 8 euro e partecipare ad una visita guidati dal Direttore Amedeo Spagnoletto (massimo 15 partecipanti).

Prenotazione consigliata scrivendo a meis@coopculture.it e chiamando il numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00).

Ricordiamo che all’ingresso bisognerà presentare il green pass unitamente ad un documento di identità valido.

IL PROGETTO DI TRADUZIONE DEL TALMUD BABILONESE

Il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese è  finanziato e promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell’Università e Ricerca, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un progetto di traduzione, ricerca e formazione che ha come obiettivo la traduzione digitalizzata in italiano del Talmud babilonese, testo fondamentale della religione ebraica.

Il Progetto coinvolge 90 studiosi e personalità di spicco della cultura ebraica in tutto il mondo, e rappresenta oggi il più importante, per ampiezza e complessità, progetto di “Umanesimo Digitale”. Il lavoro di traduzione viene realizzato attraverso una piattaforma digitale dal nome “Traduco”, un software a base semantica, creata appositamente in collaborazione con l’Istituto di Linguistica computazionale A. Zampolli del CNR di Pisa.

Si apre venerdì 29 ottobre 2021 al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara il terzo importante capitolo che il MEIS ha concepito per dare vita al suo percorso: l’esposizione Oltre il ghetto. Dentro&Fuori.

La mostra – curata da Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel e allestita dallo Studio GTRF Giovanni Tortelli Roberto Frassoni – ripercorre la storia degli ebrei italiani nel periodo che va dal confinamento all’interno dei ghetti (con l’istituzione del primo, a Venezia, nel 1516) all’inizio del Novecento.

“Quello che si inaugura – spiega il Presidente del MEIS Dario Disegni – è il terzo fondamentale tassello concepito dal MEIS, dedicato alla millenaria esperienza ebraica in Italia: nel dicembre del 2017 è stata infatti inaugurata ‘Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni’, curata da Anna Foa, Daniele Jalla e Giancarlo Lacerenza con prestiti provenienti dai più prestigiosi musei, archeologici e non solo, di tutto il mondo e nel 2019 è stata allestita ‘Il Rinascimento parla ebraico’ a cura di Giulio Busi e Silvana Greco all’interno della quale spiccavano opere firmate da Mantegna e Carpaccio. Due mostre temporanee di grande successo, ora condensate nel percorso permanente ‘Ebrei, una storia italiana’, che si arricchirà ulteriormente al termine di ‘Oltre il ghetto. Dentro&Fuori’. Un viaggio nel tempo reso possibile grazie ai musei, alle collezioni private e ai cimeli di famiglia che vengono prestati anno dopo anno al Museo e che esposti assieme raccontano più di duemila anni di storia”.

Il ghetto italiano, serraglio entro cui si è consumata una lunga e dura segregazione – scrive il Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto nel catalogo – ha rappresentato per quasi tre secoli uno spazio angusto e ombroso ma pur sempre corredato di simboliche finestre ora più ora meno aperte verso il mondo esterno, una relazione continua fra il ‘dentro’ e il ‘fuori’. Un filtro culturale e fisico che ha plasmato la vita ebraica a 360 gradi, agendo in profondità, dalla sfera sociale a quella familiare, modellando il lessico, rendendo più resistenti che altrove aspetti della vita religiosa, ma anche soffocando l’energia che in condizioni di libertà sarebbe fiorita più vigorosa in tante discipline. Questa mostra ci narra le letture complesse che di tale esperienza si possono offrire. I delicati rapporti fra le comunità ebraiche e il governo locale, ma anche le storie familiari, gli aneddoti e le tradizioni regionali, i fermenti culturali e artistici, che, nonostante tutto, sono pure fioriti in quella dimensione tanto ristretta“.

Vi aspettiamo al MEIS da venerdì 29 ottobre con la nuova mostra “Oltre al ghetto. Dentro&Fuori“.

29 ottobre 2021-15 maggio 2022

Il 5 ottobre 2021 la Commissione europea ha presentato un documento strategico per combattere l’antisemitismo nei prossimi 9 anni.

Ad aprirlo, una citazione del rabbino Jonathan Sacks, recentemente scomparso: “L’odio che inizia con gli ebrei non finisce mai con gli ebrei. Commettiamo un grande errore se pensiamo che l’antisemitismo sia una minaccia solo per gli ebrei, poiché ad esser minacciate sono, innanzitutto, l’Europa e le libertà la cui conquista ha richiesto secoli”.

Il testo in lingua italiana è consultabile cliccando qui.

È mancata improvvisamente Carla Di Veroli, delegata alla Memoria di Roma Capitale nella giunta Marino, nipote di Settimia Spizzichino, unica donna tornata dalla razzia del 16 ottobre. Il direttore Amedeo Spagnoletto la ricorda:

Ciao Carla. Ci hai trasmesso la passione con cui si combatte la lotta per la libertà, quella battaglia giusta e perenne per la memoria della Shoah, dei nostri morti, dei nostri sopravvissuti. Il tuo è stato un impegno persistente e continuo che non ha conosciuto i limiti delle stagioni politiche, né degli incarichi istituzionali ma è bensì coinciso con l’intrinseco senso di civiltà e con i valori che hanno accompagnato la tua intera esistenza.

Amedeo Spagnoletto

Quali libri leggere durante le vacanze estive?

Tania Bertozzi, responsabile della biblioteca del MEIS (Cooperativa Le Pagine), ha pensato a qualche suggerimento che saprà soddisfare i lettori di ogni genere: da un giallo perfetto sotto l’ombrellone ad una storia d’amore che ci farà sognare, piangere e palpitare. 

Raccontateci le vostre letture estive sui nostri social e scrivendo a parlaconnoi@meisweb.it.

Ali Al-Muqrui, Il bell’ebreo

Piemme, 2012

Il romanzo racconta la storia d’amore tra Fatima e Salem, lei musulmana e lui ebreo, nello Yemen del 1600. Fatima è la giovane e colta figlia dell’imam del villaggio di Rayda, che decide di condividere il suo sapere con Salem, figlio analfabeta di un artigiano ebreo. Il loro amore sarà oggetto di rifiuto da parte delle rispettive comunità, accomunate dal pregiudizio reciproco.

Da portare in valigia perché:

Una sorta di Giulietta e Romeo nello Yemen, la loro storia invita a riflettere sul senso della vita, sulla tolleranza e la convivenza pacifica.

Jami Attenberg, Santa Mazie

Giuntina, 2016

Il personaggio femminile protagonista di questo bel romanzo è Mazie Phillips-Gordon, la “Regina della Bowery” di New York. Ispirato ad una storia vera, la Attenberg racconta la vita di questa straordinaria e anticonvenzionale donna, che di giorno lavorava nella biglietteria dell’ormai perduto Cinema Venice e di notte, tra sbornie e amori fugaci, non mancava mai di aiutare i dimenticati dalla società.

Da portare in valigia perché:

Per chi vuole conoscere Mazie ed un magnifico ritratto della New York degli anni della grande depressione e del proibizionismo.

Anat Einhar, Peccati d’estate

Giuntina, 2014

Quattro storie in una città arroventata dal sole. I personaggi, come marionette mosse da fili immaginari, non possono sottrarsi al proprio destino; ognuno di loro reciterà la propria parte fino alle estreme conseguenze: chi quella della vittima, chi quella del carnefice.

Da portare in valigia perché:

Per chi vuole conoscere l’opera prima di una scrittrice israeliana che con questo libro ha vinto nel 2010 il premio Sapir per autori esordienti.

Romain Gary, La vita davanti a sé, illustrato da Manuele Fior

Neri Pozza, 2018

Pubblicato per la prima volta nel 1975, “La vita davanti a sé” continua ad essere una delle opere più lette e amate nel mondo. La storia è raccontata tramite la voce innocente di Momo, un ragazzino arabo che vive nella banlieue parigina accudito dall’anziana prostituta ebrea “Madame Rosa”. Racconta una grande storia d’amore, dove la sofferenza e il senso dell’abbandono sono vinti da un affetto che supera i vincoli di sangue.

Da portare in valigia perché:

Per chi vuole riscoprire un classico della letteratura in edizione illustrata. Da questo romanzo l’adattamento cinematografico del film diretto da Edoardo Ponti con la grande Sophia Loren.

Faye Kellerman, Il bagno rituale

Cooper, 2009

È una calda notte d’estate quando, nel tranquillo quartiere ebraico ortodosso di Los Angeles, una donna viene brutalmente aggredita durante il bagno rituale di purificazione, il mikveh. Ad indagare sull’accaduto il detective Peter Decker, che si avvarrà dell’aiuto della giovane vedova Rina Lazarus, la donna che gestisce il mikveh e che ha trovato l’amica ferita. Tra i due nascerà una intensa collaborazione, che continuerà nei successivi romanzi della serie.

Da portare in valigia perché:

Se si vuole leggere un piacevole romanzo giallo con una originale coppia di investigatori.

Abraham B. Yehoshua, Tre giorni e un bambino

Einaudi, 2003

È ormai la fine dell’estate: Ze’ev, studente fuori corso di matematica, si trova a dover ospitare nella sua casa Yali, il figlio di tre anni della donna di cui è stato innamorato e della quale -forse- lo è ancora. I due dovranno passare insieme tre giorni, in cui succederà di tutto, tra pericoli scampati, corse spericolate, litigi e riappacificazioni in un rapporto che passa repentinamente dall’amore all’odio.

Da portare in valigia perché

Racconta con tenerezza ed ironia il difficile percorso di crescita verso l’età adulta.

Miriam Camerini, Ricette e precetti, illustrazioni di Jean Blanchaert

Giuntina, 2019 

«Passi biblici, racconti, tradizioni, aneddoti personali in un tripudio di cibi, per il corpo e per l’anima, mischiati con le immaginifiche illustrazioni di Jean Blanchaert e dozzine di ghiotti piatti da preparare firmati dai creatori del popolare blog di cucina labna.it, Benedetta Jasmine Guetta e Manuel Kanah» – Paolo Rumiz

Da portare in valigia perché:

Le quarantacinque storie e ricette raccontano in modo originale e moderno il legame fra alimentazione e religione ebraica, cristiana ed islamica.

Francesca Druetti, Benedetta Rinaldi, Le pietre della memoria: Gunter Demnig e le pietre d’inciampo

People, 2020

Camminando per le strade di città italiane come Roma, Torino, Padova … ma anche di tantissime città europee e non solo, potreste -abbassando lo sguardo- notare le pietre d’Inciampo, piccoli blocchi di ottone incastonati nell’asfalto a memoria delle vittime del nazifascismo. 72mila pietre posate nel ricordo di persone che in questo modo tornano ad avere un nome, una storia, una dignità.

Da portare in valigia perché:

Per non dimenticare le tante vite distrutte perché considerate “diverse”.

Massimiliano Castellani, Adam Smulevich, Un calcio al razzismo: 20 lezioni contro l’odio

Giuntina, 2019

Il calcio, uno dei giochi più diffusi al mondo, subisce sempre più l’insidioso veleno del razzismo. Una minaccia che ha origine nei drammi che hanno attraversato la società europea nel secolo scorso e che ancora pulsa nel ricordo di quelle ferite. Il libro è adatto anche ai giovani lettori e attraverso 20 storie racconta di come questo sport possa aiutare a costruire un futuro senza odio.

Da portare in valigia perché:

Tra le 20 storie si trova anche un interessante capitolo su Bassani e la Spal delle origini, che racconta la passione dello scrittore ferrarese per questo sport.

Si comunica che da venerdì 1° aprile 2022, con l’entrata in vigore del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, non sarà più richiesto il green pass e il green pass rafforzato per l’ingresso al MEIS. I visitatori dovranno comunque continuare a indossare la mascherina chirurgica fino al prossimo 30 aprile salvo proroghe.

In occasione degli eventi ospitati all’interno del museo (presentazioni, convegni, concerti ecc.) gli spettatori dovranno essere in possesso del green pass rafforzato e indossare la mascherina di tipo Ffp2.

Cosa è il Green Pass

È una Certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità. Per info: https://www.dgc.gov.it/web/

Alla sicurezza ci pensiamo noi

Abbiamo completamente sanificato gli spazi del museo per garantire la vostra sicurezza, creato un percorso diversificato per l’entrata e uscita e messo a disposizione il gel igienizzante. Per noi è importante che il tempo trascorso al MEIS sia un momento di serenità e spensieratezza.

Si informa, che per poter fruire degli spazi di MEIS in serenità e in piena sicurezza, è necessario indossare le mascherine di tipo Ffp2 durante gli eventi organizzati nel museo (presentazioni di libri, concerti, seminari ecc.) e in occasione delle visite guidate.

Scopri la mostra “Mazal Tov!”

Riprendono le visite guidate a partenza fissa al MEIS. Protagonista, la nuova mostra “Mazal Tov! Il matrimonio ebraico” curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita dall’Architetto Giulia Gallerani. Le visite sono previste ogni sabato e domenica alle 11.30 al costo di 5 euro oltre al prezzo del biglietto. La prenotazione è obbligatoria, ogni visita prevede la presenza di un massimo di sei visitatori.

Per prenotare chiama il numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) o scrivi a meis@coopculture.it

Mazal Tov!

Ieri, oggi, domani: il matrimonio ebraico si nutre di precetti e riti del passato, è l’emblema della continuità, affonda le sue radici nella Bibbia; eppure convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia. “Mazal Tov!” racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie; frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti; atti; scatti.

L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara, è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Istituto di Storia Contemporanea-Isco di Ferrara e del Liceo “Antonio Roiti” e al contributo di DiMedia, Gruppo Hera, Fondazione Bottari Lattes e Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Lévy.

Le prime sale illustrano le due fasi e le pratiche che compongono il cerimoniale nuziale: i Qiddushin (o Erusin) e i Nissuin. Anticamente celebrati separatamente, essi si svolgono attualmente insieme, uno immediatamente conseguente all’altro. A renderli caratteristici, l’ambientazione sotto la chuppah, il baldacchino di tessuto che unisce simbolicamente sotto lo stesso tetto i due sposi; la firma della Ketubbah, l’atto nuziale nato anche con lo scopo di tutelare i diritti della donna e che con il tempo è stato arricchito da finissime decorazioni, e la rottura del bicchiere, immortalata da tantissimi film e immagini. Per raccontare in maniera chiara ed esaustiva tutti i passaggi si è scelto di accostare opere e strumenti comunicativi diversi: in mostra verranno esposte le preziose Ketubbot del ‘600 e del ‘700 custodite dalle Gallerie Estensi di Modena (Biblioteca Estense Universitaria); il teatrino dell’artista genovese Emanuele Luzzati proveniente dal Museo Ebraico di Bologna e il filmato di un matrimonio contemporaneo.

L’esposizione prosegue con una riflessione sul riconoscimento del matrimonio ebraico da parte dello Stato Italiano e il racconto – attraverso cimeli di famiglia – delle tradizioni che con il tempo hanno caratterizzato le nozze: la dote, i regali per lo sposo e per la sposa (che possono variare da una edizione completa del Talmud ad un orologio griffato) e la produzione di componimenti d’occasione.

Tra gli esemplari in mostra, un oggetto con una storia tutta da riscoprire: l’album di dediche realizzato dal drammaturgo Sabatino Lopez in onore delle nozze di suo fratello Corrado e della moglie Ada Sadun. Critico letterario e commediografo di successo nella Milano di inizio ‘900, Lopez decise di donare ai due sposi un regalo del tutto originale: un albo decorato con le firme di amici e colleghi d’eccezione. Tra le pagine spiccano infatti testi autografi – tra gli altri – di Giovanni Pascoli; Giovanni Verga, Giosuè Carducci; Eleonora Duse; Giacomo Puccini; Federico De Roberto e tantissimi altri protagonisti della letteratura e del teatro italiano.

Ad arricchire la mostra anche delle opere di arte contemporanea: Sigalit Landau firma “Salt Crystal Bridal Gown”, un progetto in collaborazione con il fotografo Yotam From – che segue il processo di cristallizzazione di un abito nero immerso nel Mar Morto ed è ispirato all’opera “Il Dibbuk” di S. Ansky, la storia di una giovane sposa posseduta da uno spirito.

Florah Deborah, francese di nascita e milanese di adozione, rielabora e fa comprendere al visitatore il mikveh, il bagno rituale in apposite vasche piene di acqua piovana o sorgiva che compiono le donne alla vigilia del matrimonio. La sua opera “Una per Tutte, Tutte per Una” è stata realizzata appositamente per il MEIS.

L’opera su tela di Jenny Hassan, artista romana, si concentra sul calice degli sposi. La frase che la incornicia è un verso del salmo 137 che viene pronunciato ad alta voce durante la rottura del bicchiere in ricordo della distruzione dell’antico Tempio di Gerusalemme.

Non può mancare uno spazio che faccia immergere nel matrimonio ebraico celebrato nei nostri giorni: il MEIS ha lanciato nelle scorse settimane la call to action “Un amore da condividere” per raccogliere foto di coppie di sposi italiani che saranno esposte in mostra; un viaggio visivo dagli anni ’30 del ‘900 al 2000 inoltrato. Un progetto arricchito anche dalle foto storiche dell’archivio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano-CDEC, preziosa risorsa che racconta la vita degli ebrei italiani nel primo Novecento. I video creeranno inoltre un’esperienza immersiva coinvolgendo lo spettatore e facendogli vivere la gioiosa atmosfera dei festeggiamenti; mentre oggetti effimeri, bomboniere e inviti testimonieranno il presente di un rito che ha migliaia di anni.

Nell’immagine, EMANUELE LUZZATI (1921-2007), Il Matrimonio, Italia, 1988, tavola, tecnica mista, Museo Ebraico di Bologna. L’opera è attualmente esposta al MEIS

MARTEDÌ 22 GIUGNO – ore 19:00

SAVE THE DATE

Il MEIS inaugura una nuova serie di eventi in lingua inglese, destinata al pubblico internazionale ma non solo. Si inizia martedì 22 giugno alle 19.00 (orario italiano) con “The Mortara case”, un dialogo tra la storica Carlotta Ferrara degli Uberti David Kertzer, vincitore del Premio Pulitzer. Al centro della serata, la vicenda di Edgardo Mortara, il bambino ebreo che nel 1858 venne rapito dalla polizia dello Stato Pontificio. Un caso che scioccò l’opinione pubblica del mondo intero.

Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

La serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

Intervengono:

Modera:

PER PARTECIPARE È NECESSARIO ISCRIVERSI.

IL LINK PER ACCEDERE VERRÀ INVIATO TRAMITE EMAIL PRIMA DELL’INIZIO DELL’EVENTO

Nell’immagine in alto a destra, in copertina, “Bollettini” (amuleti a protezione dei negozi), Roma, Inizio XX sec, The Israel Museum, Gerusalemme, dono della famiglia di Franco Di Castro, Roma, B20.0391(a-d).

In basso, un particolare raffigurante Gerusalemme contenuto nella splendida Ketubbah del 1629 delle Gallerie Estensi esposta al MEIS fino al 5 settembre in occasione della mostra “Mazal Tov! Il matrimonio ebraico”
(Su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie Estensi, Biblioteca Estense Universitaria).

È online la seconda puntata della rubrica del MEIS “Un pomeriggio in biblioteca”.
Ogni mese Tania Bertozzi, la responsabile della Biblioteca del MEIS (gestita dalla Cooperativa Le Pagine), svelerà in brevi videoclip i nuovi arrivi, consigliando i titoli imperdibili e raccontando la storia dei fondi donati al Museo.

Il protagonista di questo episodio è “La lingua che visse due volte. Fascino e avventure dell’ebraico” (ed. Garzanti), scritto da Anna Linda Callow, professoressa di Lingua e letteratura ebraica e traduttrice dall’ebraico, dall’yiddish e dall’aramaico.

Il libro racconta in maniera coinvolgente e originale l’evoluzione di una lingua dalla storia unica, a partire da un divertentissimo aneddoto personale nel quale l’autrice rivela il motivo dietro cui si cela la passione per l’ebraico.

Una mostra per raccontare uno dei riti più antichi e affascinanti dell’ebraismo: il matrimonio.

“Mazal Tov! Il matrimonio ebraico”, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita dall’Architetto Giulia Gallerani, verrà inaugurata al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara-MEIS il prossimo 4 giugno e sarà aperta fino al 5 settembre.

L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara, è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Istituto di Storia Contemporanea-Isco di Ferrara e del Liceo “Antonio Roiti” e al contributo di DiMedia, Gruppo Hera, Fondazione Bottari Lattes e Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Lévy.

“Dopo mesi di chiusura forzata a causa dell’emergenza sanitaria – spiega Dario Disegni, Presidente del MEIS – abbiamo deciso di inaugurare la riapertura del MEIS con una mostra gioiosa, un vero e proprio ‘invito a nozze’. Il matrimonio è una pietra miliare per l’ebraismo, simboleggia la continuità dei riti e delle tradizioni ed è contrassegnato da una cerimonia vitale e ricca di significati. Abbiamo scelto di esplorare un tema che, sono certo, soddisferà la curiosità di moltissimi visitatori”.

Aggiunge il Direttore Amedeo Spagnoletto: “Abbiamo voluto offrire ai visitatori una mostra che facesse bene al cuore. Il matrimonio rappresenta uno dei più profondi atti di amore e di fiducia nei confronti del futuro e porta con sé un messaggio di speranza universale, un balsamo per i tempi complessi che ci troviamo a vivere. ‘Mazal Tov!’ è una esposizione che racchiude in sé il passato e il presente, riti millenari e pratiche moderne e, pur nella sua specificità, riuscirà a coinvolgere chiunque verrà a visitarla”.

L’allestimento

Ieri, oggi, domani: il matrimonio ebraico si nutre di precetti e riti del passato, è l’emblema della continuità, affonda le sue radici nella Bibbia; eppure convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia. “Mazal Tov!” racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie; frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti; atti; scatti.

Le prime sale illustrano le due fasi e le pratiche che compongono il cerimoniale nuziale: i Qiddushin (o Erusin) e i Nissuin. Anticamente celebrati separatamente, essi si svolgono attualmente insieme, uno immediatamente conseguente all’altro. A renderli caratteristici, l’ambientazione sotto la chuppah, il baldacchino di tessuto che unisce simbolicamente sotto lo stesso tetto i due sposi; la firma della Ketubbah, l’atto nuziale nato anche con lo scopo di tutelare i diritti della donna e che con il tempo è stato arricchito da finissime decorazioni, e la rottura del bicchiere, immortalata da tantissimi film e immagini. Per raccontare in maniera chiara ed esaustiva tutti i passaggi si è scelto di accostare opere e strumenti comunicativi diversi: in mostra verranno esposte le preziose Ketubbot del ‘600 e del ‘700 custodite dalle Gallerie Estensi di Modena (Biblioteca Estense Universitaria); il teatrino dell’artista genovese Emanuele Luzzati proveniente dal Museo Ebraico di Bologna e il filmato di un matrimonio contemporaneo. L’esposizione prosegue con una riflessione sul riconoscimento del matrimonio ebraico da parte dello Stato Italiano e il racconto – attraverso cimeli di famiglia – delle tradizioni che con il tempo hanno caratterizzato le nozze: la dote, i regali per lo sposo e per la sposa (che possono variare da una edizione completa del Talmud ad un orologio griffato) e la produzione di componimenti d’occasione.

Tra gli esemplari in mostra, un oggetto con una storia tutta da riscoprire: l’album di dediche realizzato dal drammaturgo Sabatino Lopez in onore delle nozze di suo fratello Corrado e della moglie Ada Sadun. Critico letterario e commediografo di successo nella Milano di inizio ‘900, Lopez decise di donare ai due sposi un regalo del tutto originale: un albo decorato con le firme di amici e colleghi d’eccezione. Tra le pagine spiccano infatti testi autografi – tra gli altri – di Giovanni Pascoli; Giovanni Verga, Giosuè Carducci; Eleonora Duse; Giacomo Puccini; Federico De Roberto e tantissimi altri protagonisti della letteratura e del teatro italiano.

Ad arricchire la mostra anche delle opere di arte contemporanea: Sigalit Landau firma “Salt Crystal Bridal Gown”, un progetto in collaborazione con il fotografo Yotam From – che segue il processo di cristallizzazione di un abito nero immerso nel Mar Morto ed è ispirato all’opera “Il Dibbuk” di S. Ansky, la storia di una giovane sposa posseduta da uno spirito.

Florah Deborah, francese di nascita e milanese di adozione, rielabora e fa comprendere al visitatore il mikveh, il bagno rituale in apposite vasche piene di acqua piovana o sorgiva che compiono le donne alla vigilia del matrimonio. La sua opera “Una per Tutte, Tutte per Una” è stata realizzata appositamente per il MEIS. 

L’opera su tela di Jenny Hassan, artista romana, si concentra sul calice degli sposi. La frase che la incornicia è un verso del salmo 137 che viene pronunciato ad alta voce durante la rottura del bicchiere in ricordo della distruzione dell’antico Tempio di Gerusalemme.

“In questa mostra – spiega l’Architetto Giulia Gallerani, che si è occupata dell’allestimento – ci sono le tradizioni e i caratteri tipici del matrimonio ebraico, con le sue peculiarità specifiche ed uniche, ma ci sono anche le storie delle persone che hanno posseduto alcuni degli oggetti in mostra e le emozioni di chi ci ha regalato fotogrammi del proprio giorno più bello. Perché, anche se le tradizioni possono essere diverse, la gioia di condividere un momento di felicità è la stessa per tutti”. Non può mancare infatti uno spazio che faccia immergere nel matrimonio ebraico celebrato nei nostri giorni: il MEIS ha lanciato nelle scorse settimane la call to action “Un amore da condividere” per raccogliere foto di coppie di sposi italiani che saranno esposte in mostra; un viaggio visivo dagli anni ’30 del ‘900 al 2000 inoltrato. Un progetto arricchito anche dalle foto storiche dell’archivio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano-CDEC, preziosa risorsa che racconta la vita degli ebrei italiani nel primo Novecento. I video creeranno inoltre un’esperienza immersiva coinvolgendo lo spettatore e facendogli vivere la gioiosa atmosfera dei festeggiamenti; mentre oggetti effimeri, bomboniere e inviti testimonieranno il presente di un rito che ha migliaia di anni.

“Con questa mostra – conclude la curatrice Sharon Reichel – abbiamo voluto approfondire la relazione che lega gli oggetti alle persone e, insieme ai manufatti storici, abbiamo deciso di aprire alcune finestre sulla contemporaneità per far capire in modo tangibile come l’ebraismo sia una religione e una cultura viva. Spesso i visitatori che si avvicinano al nostro museo parlano degli ebrei al passato, noi vogliamo che inizino a farlo anche al presente e, perché no, al futuro”.

Orari e prezzi

La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 giugno 2021 al 5 settembre 2021. Il prezzo del biglietto sarà di 7 euro (5 euro per chi ha diritto alla riduzione) e comprenderà anche la possibilità di visitare il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”; la mostra multimediale “1938: l’umanità negata” e il video “Con gli occhi degli ebrei italiani”. A partire da venerdì 4 giugno il museo sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.

Eventi online

I temi trattati nelle sale della mostra verranno approfonditi attraverso degli eventi online con la serie di incontri #MAZALTOV! lanciata sulla piattaforma Zoom. Si esploreranno alcune delle infinite sfumature del matrimonio ebraico: dall’arte della Ketubbah (l’atto matrimoniale riccamente decorato), al divorzio; dai racconti resi celebri dalle serie tv e i film sul grande schermo alle vicende delle famiglie ebraiche italiane. Il primo appuntamento da non perdere vede come protagonista lo straordinario album di firme della famiglia del drammaturgo e critico letterario Sabatino Lopez. Per rimanere sempre aggiornati: meis.museum.

Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

La serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

Ogni mese due musei per volta sono i protagonisti di un episodio e costruiscono insieme un unico racconto che ha come tema i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo mette in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

Il quinto appuntamento, previsto per giovedì 27 maggio alle 18.30, è dedicato al Museo Ebraico di Lecce e al Museo Ebraico di Bologna. Al centro dell’incontro, un approfondimento sugli scavi archeologici che rivelano affascinanti storie italiane: dalla riscoperta del Salento ebraico nel Medioevo all’antico cimitero ebraico di Bologna, rinvenuto pochi anni fa in via Orfeo e custode di molti tesori, protagonista nel 2019 della mostra “La casa della vita”. 

Intervengono:

Fabrizio Lelli – Direttore del Museo Ebraico di Lecce e Fabrizio Ghio – Archeologo

Vincenza Maugeri – Direttore del Museo Ebraico di Bologna

Per prenotarti compila il modulo cliccando qui

Nell’immagine in alto la Sala Ipogea – Museo Ebraico di Lecce, in basso la ricostruzione dell’antico cimitero ebraico di Bologna, dalla mostra “La casa della vita”, MEB 2019.

Stasera, in corrispondenza con il 6 del mese ebraico di Sivan, inizia la festa di Shavuot. Shavuot, che in ebraico significa settimane, cade esattamente 49 giorni dopo la Pasqua ebraica, Pesach, e celebra il dono della Torah.
La festa è strettamente legata anche alla terra e ai suoi prodotti ed è infatti conosciuta anche come Hag ha-Qatsir, Festa della mietitura e Yom ha-Bikkurim, Giorno delle primizie. Questo era infatti il primo giorno in cui si potevano portare in offerta all’antico Tempio di Gerusalemme le primizie di frumento, orzo, fichi, uva, melagrane, olive e datteri; le sette specie per le quali si onora la Terra di Israele.
Ricca di usi e costumi particolari, Shavuot ha una affascinante tradizione che la contrassegna; quella di addobbare le sinagoghe con migliaia di fiori profumati come simbolo della fioritura improvvisa del Monte Sinai e dello straordinario profumo che si diffuse durante il momento della rivelazione della Torah. Per questo abbiamo scelto di celebrare Shavuot, conosciuta in Italia anche come Pasqua delle Rose, con una immagine rarissima dell’Aron e della la tevah addobbati all’interno del tempio di Reggio-Emilia nel 1908.
Proprio Reggio-Emilia e la storia della sua comunità saranno inoltre protagoniste di una delle prossime attività del MEIS in collaborazione con l’Istoreco, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, uniti da una convenzione appena siglata volta alla valorizzazione e divulgazione del passato ebraico.
 
Si ringrazia Matthias Durchfeld per l’immagine

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, martedì 18 maggio l’ingresso al MEIS sarà gratuito con orario di apertura 11-13 e 15-18. Si potranno visitare il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”, la mostra multimediale “1938: l’umanità negata” e vedere il video “Con gli occhi degli ebrei italiani”. Durante la giornata, alle 11.00 e alle 16.00 saranno previste due visite guidate gratuite per un massimo di 5 persone (prenotazione obbligatoria).
Per informazioni e prenotazioni si potranno contattare i numeri 0532 1912039 e 342 5476621 (con i seguenti orari: martedì/venerdì 11-13 e 15-18 e sabato e domenica 10-18) e 848 082380 (attivi tutti i giorni 9-18) o scrivere una email a meis@coopculture.it

(Nell’immagine Rilievo dall’Arco di Tito / 1930 c. Riproduzione in gesso, Roma, Museo della Civiltà Romana. Attualmente è esposto nel percorso permanente del MEIS “Ebrei, una storia italiana”)

La Comunità Ebraica di Pisa in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah propone un ciclo di lezioni online dedicate alla memoria di Giacomo Augusto Hasdà (1869-1943), rabbino di Pisa deportato e ucciso ad Auschwitz.

Prossimo appuntamento:

Mercoledì 12 maggio ore 18.30

Rav Alberto Somekh – “La mappa dell’aldilà. Inferno e Paradiso nella versione ebraica (in occasione delle celebrazioni internazionali per i 700 anni dalla morte di Dante)”

Chi desidera partecipare può inviare una email di richiesta almeno 24 ore prima dell’evento al seguente indirizzo: info@pisaebraica.it

Sono aperte le iscrizioni per la giornata seminariale online dedicata all’evoluzione linguistica, culturale e letteraria dell’ebraico modernoDomenica 23 maggio dalle 9 alle 13 esperti del campo ed accademici percorreranno le tappe fondamentali della lingua ebraica.

Ai partecipanti non è richiesta una conoscenza pregressa dei temi oggetto del corso. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

PROGRAMMA

23 maggio 2021

L’ebraico dei ghetti – Ariel Rathaus

La lingua che visse due volte. Eliezer Ben Yehuda – Anna Linda Callow

Avraham Mapu e il romanzo ebraico – Luisa Basevi

La letteratura ebraica contemporanea. Temi e questioni – Sarah Kaminski

ISCRIZIONI E COSTI

Il seminario costa 50 euro. Per le iscrizioni compila questo form https://docs.google.com/forms/…entro il 20/5/2021. Gli insegnanti possono iscriversi anche attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (codice identificativo: 54090). Per informazioni e comunicazioni scrivi a: info@meisweb.it

Il MEIS inaugurerà prossimamente “Mazal Tov!”, la mostra dedicata al matrimonio ebraico, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto con l’allestimento dell’Architetto Giulia Gallerani.

La storia dei riti e delle tradizioni verrà accostata al racconto di un presente vivo e gioioso, una grande festa in compagnia degli amici più cari e della propria famiglia.

Proprio per questo abbiamo bisogno di voi!

Ci piacerebbe mostrare i mille volti del matrimonio ebraico e saremmo felici se voleste condividere una vostra foto, attuale o della storia di famiglia, sotto la chuppah.

Se volete accogliere il nostro invito, mandateci la vostra foto all’indirizzo ufficio.stampa@meisweb.it

Il MEIS racconta la tua storia. 

(Nelle immagini il matrimonio di Dario Tagliacozzo e Clelia Di Capua celebrato nel 1907 e quello di Gady Piazza e Liat Reback celebrato nel 2016, foto di Federico Disegni)

In attesa della mostra “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori”,  il MEIS propone una serie di appuntamenti virtuali per rivelare qualche anticipazione. L’esposizione ripercorre il periodo che va dai ghetti (con l’istituzione del primo, quello di Venezia nel 1516) all’Emancipazione e l’Unità d’Italia: un percorso che affronta tematiche identitarie universali attraverso opere d’arte, preziosi volumi e documenti.

Le quattro curatrici, Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel raccontano i segreti della mostra scegliendo alcuni degli oggetti protagonisti. Gli incontri – che si svolgono via Zoom – prevedono anche la possibilità di fare domande per chiedere ulteriori informazioni e curiosità.

Mercoledì 5 maggio alle 19.00Carlotta Ferrara degli Uberti in diretta dalla Domus Mazziniana di Pisa racconterà l’affascinante sodalizio tra Giuseppe Mazzini e la famiglia ebraica dei Nathan-Rosselli. La pesarese Sara Levi Nathan (1819-1882) fu una delle più grandi amiche e sostenitrici di Giuseppe Mazzini e finanziatrice del suo progetto nonché promulgatrice delle sue idee risorgimentali. Mazzini morirà nel 1872 proprio a casa di sua figlia, Janet Nathan Rosselli. L’impegno della famiglia Nathan nella vita politica italiana culminerà con l’esperienza del figlio di Sara, Ernesto, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, di cui questo anno si celebra il centenario dalla morte.

Per prenotarti premi qui e compila il modulo

(Nell’immagine, l’album di firme per i Nathan-Rosselli in occasione dell’inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini a Genova,1882, Domus Mazziniana, Pisa)