
Programma
“Shalom Aleykhem”, “pace su di voi”: con questo augurio cantato inizia la cena dello Shabbat, così si accolgono gli angeli chiamati a benedire la tavola festiva, e così, poco dopo, si invitano quegli stessi angeli a uscire in pace per lasciarci mangiare e bere, godere il cibo, il vino e la compagnia. “Ogni corpo ha un’anima, ma anche ogni anima ha un corpo”, dice Batya Hefter, studiosa di chassidismo nostra contemporanea. Lo Shabbat è un tempio nel tempo, uno spazio recintato da norme che creano libertà. In un corso a due voci e quattro mani, Giulia Gallichi e Miriam Camerini vi condurranno dentro all’invenzione più importante del mondo: il riposo.
Bibliografia di riferimento
C.G. Jung, Ricordi, sogni e riflessioni; Abraham Cohen, Il Talmud



