Carlo Pitti e il ghetto ebraico di Firenze

“Nessuno sa di lui. Carlo Pitti, il vero artefice del ghetto ebraico di Firenze”. È questo il titolo del volume scritto da Ippolita Morrgese, edito da Le Lettere, che verrà presentato martedì 18 giugno alle 18 al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di via Piangipane, 81

Insieme all’autrice interverrà Alba Donati, poetessa e presidente Gabinetto G.P. Vieusseux. Introdurrà Simonetta Della Seta, direttrice del Meis.

Il testo, che racconta con una scrittura fluida e scorrevole un mondo di intrighi e destini come la trama di un film, rappresenta un’assoluta novità in campo storico e archivistico. Una pietra miliare che, basata sui diari manoscritti originali di Carlo Pitti, ricostruisce per la prima volta l’intera storia del ghetto ebraico di Firenze, ma anche il milieu dell’epoca, con la descrizione delle abitudini, delle tradizioni familiari e delle usanze di vita nel secondo Cinquecento. Un affresco in cui si svelano i mille volti di un’epoca che ha segnato la fine del lungo Rinascimento fiorentino.

Ippolita Morgese vive e lavora a Firenze. Storica della musica, si è laureata in Lettere all’Università di Firenze e ha studiato pianoforte al conservatorio. Archivista e paleografa, ha studiato paleografia musicale presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra e si è diplomata in archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze. Nel 1993 ha partecipato all’ideazione e allo sviluppo della Fondazione culturale internazionale The Medici Archive Project, il cui scopo è il recupero delle fonti storico–archivistiche, di cui è poi stata Presidente dal 2004 al 2009. I suoi studi e le sue ricerche sono stati pubblicati su numerose riviste e cataloghi specializzati. Da tempo opera nel campo della valorizzazione dei beni culturali e fino ad aprile 2017 è stata capo delegazione Fai di Firenze. Al momento si dedica interamente alla scrittura.

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