Alla scoperta della Ferrara Ebraica

Città maestosa Ferrara, che conserva intatto il suo splendore, attraverso architetture e palazzi capaci ancora oggi di narrare i fasti del passato. Città nella quale la presenza ebraica vanta origini altrettanto antiche.

È un piacere oggi avventurarsi per i vicoli dell’antico ghetto ebraico, i cui confini risultano quasi invisibili rispetto al centro storico, se non fosse per poche e semplici lapidi. Da lì, un disegno di tortuose viuzze medievali conduce a un edificio che racchiude le tre sinagoghe: il Tempio Grande Italiano, la Sinagoga Tedesca e l’Oratorio Fanese. Monumenti ricchi di fascino che si configurano nella nostra memoria anche come luoghi letterari, magistralmente descritti dallo scrittore Giorgio Bassani, tanto che visitando il palazzo è quasi facile immaginare la Micol de // Giardino dei Finzi Contini calcare il pavimento a losanghe bianche e rosa della sala a volta ribassata.

È un’aura speciale quella dipinta da Bassani nei suoi romanzi, che si è legata in modo intimo e inscindibile alla dimensione ebraica della città. E ancora, il Cimitero Ebraico, a ridosso delle mura estensi: quasi un immenso parco che ospita lapidi incastonate, sepolture ottocentesche, oltre alla tomba dello stesso Bassani con il suo monumento bronzeo realizzato da Arnaldo Pomodoro e Piero Sartogo. Ultima ma non meno importante testimonianza è il Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoa (MEIS), inaugurato nel 2017, che nell’edificio dell’ex carcere ha ospitato la prima mostra intitolata Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni. Un’esposizione che si è proposta come tappa inaugurale di un racconto che non si fermerà mai e che ha saputo con delicatezza trasformare un luogo di segregazione in un centro di inclusione, aperto alla ricerca, alla didattica, al confronto e al dialogo.

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