A lezione dal rabbino Caro al Meis

Alle 18 di oggi, giovedì 17 maggio, il Meis ospita la lezione di Rav Luciano Caro, rabbino capo della Comunità Ebraica di Ferrara, sul tema “La conta dell’omer: dall’uscita dall’Egitto alla consegna della Legge, gli ebrei e l’ebraismo tra Pèsach e Shavuòt”. L’ingresso è gratuito.

Trascorsi i cinquanta giorni da Pèsach e dalla conta dell’omer, arriva la Festa di Shavuòt o delle Settimane (passata in altre tradizioni religiose con il nome di ‘Pentecoste’). È una delle tre Feste di Pellegrinaggio (Pèsach, Shavuòt, Sukkòt), nelle quali ogni ebreo doveva recarsi a Gerusalemme e portare le primizie (bichurìm) della Terra in offerta al Santuario. Shavuòt è, infatti, la Festa della Mietitura e conclude il ciclo iniziato con Pèsach, che è anche festa della primavera, della rinascita della Terra. Contrariamente a Pèsach e Sukkòt, che comportano molti obblighi, la ricorrenza di Shavuòt non ne prevede di particolari e forse per questo, nel corso del tempo, è stata riempita di significati ulteriori e di tradizioni. Fu identificata dai maestri della Mishnà e del Talmud come il giorno in cui Dio diede la Torà (l’Insegnamento, ovvero il Pentateuco) a Mosè sul Monte Sinai. Secondo una pratica iniziata a Salonicco nel XVI secolo da Shelomò Alqabetz e da Yosef Caro, il grande codificatore della legge ebraica (halakhà), si passa la notte studiando Torà.

La sera di Shavuòt si mangiano per tradizione latticini e si legge il Libro di Ruth. La storia di Ruth, una moabita che si converte all’ebraismo per amore di sua suocera e del popolo ebraico, e ne condivide il non facile destino, si svolge a Betlemme al tempo della mietitura. Un ricco e lontano parente, Bòaz, si innamora di Ruth, la sposa e la riscatta da un presente di miseria. Dalla loro unione nascerà la stirpe di Re David, che secondo il Talmud di Gerusalemme nacque e morì a Shavuòt. Qual è il legame fra la storia di Ruth e la Festa delle Settimane, a parte il momento in cui si svolge? Secondo una delle molte interpretazioni, la vicenda della moabita è dominata dal chèssed, ovvero da amore incondizionato: quello di Ruth per sua suocera e il popolo ebraico, quello di Bòaz per lei. E la Torà, di cui si celebra il dono proprio in questa Festa, altro non è, per l’ebraismo, che la manifestazione del chèssed di Dio per l’uomo.

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