
«Il Rinascimento parla ebraico». La mostra al Meis

Opere pittoriche quali la «Sacra famiglia e famiglia del Battista» di Andrea Mantegna, la «Nascita della Vergine» di Vittore Carpaccio ed «Elia e Eliseo» di Stefano di Giovanni di Consolo detto il Sassetta, dove spuntano a sorpresa scritte in ebraico. Al centro della mostra «Il Rinascimento parla ebraico», da oggi al 15 settembre al Meis di Ferrara, opere mai esposte insieme a manoscritti miniati ebraici, di foggia rinascimentale, come la «Guida dei perplessi di Maimonide» (1349), acquistato dallo Stato meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e il Rotolo della Torah di Biella, antichissima pergamena della Bibbia ebraica ancora oggi usata. (P. D. D.)
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