Biblioteca
I Fondi del MEIS

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La biblioteca del MEIS si è arricchita negli ultimi anni grazie a delle preziose donazioni di volumi e fondi librari. Tra questi, i fondi “Guido e Margherita Della Seta”, “Alberta Levi-Temin”, “Giacoma Limentani”, “Gianfranco Moscati”, “Gianni Venturi” e “Paolo Ravenna”.

I fondi

Fondo Guido e Margherita Della Seta

subtitle-icon In corso di catalogazione

Guido Della Seta (1929-2017) e Margherita Di Castro Della Seta (1936-2016) sono appartenuti a due antiche famiglie ebraiche romane. Sopravvissuti al tragico periodo della Shoah – in cui Guido ha perso il padre e il fratello e Margherita una nonna e due zie – si sono sposati nel 1957 e hanno costruito una famiglia ebraica con tre figli e sette nipoti. Durante la loro vita insieme hanno creato un’ampia e ricca biblioteca attorno agli argomenti che più li hanno appassionati: l’ebraismo, lo Stato di Israele, la storia e l’arte. I figli hanno voluto che parte di questo patrimonio fosse conservato al MEIS. Il fondo raccoglie l’Encyclopaedia Judaica, il Dizionario enciclopedico e l’Enciclopedia della Treccani, oltre a decine di volumi sulla storia e la cultura degli ebrei e della Terra d’Israele.

Fondo Alberta Levi-Temin

Nata a Guastalla nel 1919 e cresciuta a Ferrara, Alberta Levi-Temin è scomparsa a Napoli nel 2018. Durante il periodo delle leggi razziali ha insegnato alla scuola ebraica di via Vignatagliata. Spostatasi a Roma è riuscita a scampare miracolosamente alla retata del 16 ottobre 1943. Trasferitasi poi a Napoli, ha fondato l’Associazione Amicizia Ebraico – Cristiana cittadina e si è dedicata anima e corpo alla trasmissione della Memoria, raccontando ai ragazzi delle scuole la drammatica esperienza della Shoah in Italia. Alberta Levi Temin amava ripetere: “Finché ho fiato voglio parlare per chi non può più parlare”.

Fondo Giacoma Limentani

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Il concorso internazionale bandito per il progetto architettonico del MEIS viene vinto dallo Studio Arco e Scape. I progetti presentati sono 56. In attesa dell’inaugurazione, il MEIS organizza mostre temporanee nella palazzina, il primo edificio del carcere – che ospitava gli uffici del direttore della struttura penitenziaria – ad essere restaurato in stretta collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Comune di Ferrara. Nel 2017, durante i lavori di restauro e recupero del fabbricato che ospitava la sezione maschile del carcere, vengono organizzate le visite al cantiere e creato il Giardino delle domande, un percorso dedicato alle regole alimentari ebraiche.

Fondo Gianfranco Moscati

Nato a Milano nel 1924, Gianfranco Moscati è scomparso nel 2018.
Appassionato collezionista, ha raccolto per oltre cinquant’anni ogni sorta di documentazione (dai libri ai materiali di archivio fino agli oggetti di Judaica) relativa alla storia dell’ebraismo italiano, ma anche alla persecuzione nazifascista e alla Shoah da cui sfuggì riparando in Svizzera. “La storia degli ebrei d’Italia, la loro memoria, va tramandata, raccontata. Nelle mie mostre, inserisco sempre quel versetto della Bibbia che dice: ‘Raccontatelo ai vostri figli, i vostri figli ai loro figli e questi alle future generazioni’” ricordava Moscati in una videointervista al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Il MEIS ha dedicato alla sua collezione la mostra “Testa e cuore” curata da Serena Di Nepi.
Nel ricco lascito di Gianfranco Moscati figurano anche alcune pubblicazioni moderne conservate in biblioteca, che affrontano temi legati al sionismo e allo stato ebraico, alla storia degli ebrei in Italia e alle vicende storiche del XX secolo. Vi si possono inoltre trovare diverse pubblicazioni periodiche e ristampe anastatiche di Haggadot.

Fondo Paolo Ravenna

Nato nel 1926, Paolo Ravenna apparteneva a una delle famiglie ebraiche più eminenti di Ferrara. Durante le leggi razziali ha studiato alla scuola ebraica di via Vignatagliata nella quale ha insegnato anche lo scrittore Giorgio Bassani. Terminata la guerra ha iniziato la sua carriera di avvocato impegnandosi attivamente per la tutela dei beni culturali e divenendo presidente della sezione di Ferrara dell’associazione “Italia nostra”. Studioso della storia di Ferrara e della sua eredità ebraica, si è battuto per il recupero delle mura cittadine ed ha elaborato un prima idea che ha portato alla nascita del MEIS. È scomparso a Ferrara nel 2012.
Tra i libri donati alla biblioteca del MEIS dal figlio Daniele ed appartenuti all’Avvocato Paolo Ravenna vi sono pubblicazioni di interesse locale sulla storia della Ferrara ebraica, studi sulla storia degli ebrei d’Italia e d’Europa, romanzi e cataloghi di arte ebraica.

Fondo Gianni Venturi

Il Professor Gianni Venturi è ordinario a riposo di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Firenze, è presidente del Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova e co-curatore del Centro Studi Bassaniani di Ferrara. Ha compiuto studi approfonditi sulla letteratura rinascimentale, neoclassica e novecentesca e si interessa dei rapporti tra letteratura e arti figurative, di letteratura dei giardini e del paesaggio.
Nel corso del 2020 il Prof. Venturi ha donato alla biblioteca del MEIS un nucleo di volumi di interesse ebraico, tra cui numerosi testi di narrativa, saggistica, storia del Novecento e storia della Shoah, storia locale. Segnaliamo tra i volumi donati testi di autori quali Amos Oz, Jean Améry, Aharon Appelfeld, Romain Gary, David Grossman, Chaim Potok.